Covid, una ragazza riceve il vaccino (Ansa)
Covid, una ragazza riceve il vaccino (Ansa)

Bologna, 2 giugno 2021 - Dal 3 giugno scatta il liberi tutti sul fronte dei vaccini anti- Covid, almeno a livello nazionale. Cadono i limiti di età e quelli delle categorie a rischio e si apre la fase in cui tutti potranno prenotare l'agognata iniezione contro il Coronavirus. Merito dei 20 milioni di dosi previste in arrivo nel corso di questo mese, che vanno ad aggiungersi ai 17 milioni arrivati a maggio e che dovrebbero permettere la "spallata" auspicata dal commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo. Ogni Regione, poi, può decidere in che giorni aprire effettivamente alle prenotazioni delle relative fasce d'età.

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Sommario

I vaccini in Italia

I vaccini in campo sono sempre quattro: quelli di AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer. Ci sarebbe anche Curevac, che però non è stato ancora autorizzato dall'Ema, mentre il contratto con AstraZeneca scade alla fine di giugno. Curevac nel trimestre in corso avrebbe dovuto portarci 7,3 milioni di vaccini che mancano all'appello, mentre tra luglio e settembre dovremo fare a meno di 26 milioni di dosi da AstraZeneca sui 96 previsti in arrivo nel terzo trimestre.

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Le caratteristiche dei vaccini

Pfizer/BioNTech. E' il più utilizzato in Italia, visto con oltre 27,5 milioni di dosi distribuite sui quasi 40 totali. E' un vaccino a Rna messaggero, che prevede due iniezioni ed è efficace al 94,6% dopo la somministrazione della somministrazione della seconda dose. Tra le due iniezioni devono passare almeno 21 giorni e non più di 42.

Moderna. Si tratta dell'altro vaccino a Rna messaggero, finora distribuito in numeri minoritari: 3,7 milioni di dosi dal 14 gennaio a oggi. La sua efficacia si attesta al 93,6% a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Tra le due iniezioni devono passare almeno 28 e non più di 42 giorni. 

AstraZeneca. Dal 7 aprile il ministero della Salute ne raccomanda un uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. Finora, dopo Pfizer, è stato il più diffuso con 7,4 milioni di dosi distribuite. Ma se ne aspettavano molte di più: dopo i 4 milioni del primo trimestre, dovevano da aprile a fine giugno dovevano arrivarne altri 10 milioni mentre finora siamo fermi a tre. Si tratta di un vaccino a vettore virale che utilizza una versione modificata dell'adenovirus dello scimpanzé. Prevede due iniezioni a distanza di non oltre 12 settimane l’una dall’altra.

Johnson & Johnson. Janssen, di cui finora sono state distribuite solo 1,2 milioni di dosi, è un vaccino a vettore virale ed è l'unico che prevede un'iniezione unica. La sua efficacia nelle forme gravi arriva al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all'85% dopo 28 giorni.

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I tempi per la seconda dose

Per quanto riguarda la distanza tra le due dosi, per i vaccini che prevedono una doppia somministrazione, ogni Regione si è mossa per conto suo definendo le tempistiche a seconda del prodotto.

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Effetti collaterali

A tenere banco, negli ultimi mesi, sono stati anche gli effetti collaterali dei diversi vaccini. A preoccupare non sono stati tanto quelli più diffusi (male al braccio, febbre), ma le eventuali correlazioni con trombosi. Tuttavia, gli studi più approfonditi hanno definito come 'molto rari' (cioè con un'incidenza nell'ordine di un caso su centomila) fenomeni di questo tipo.

Per quanto riguarda Pfizer, in oltre un caso su dieci si sono osservati dolori e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore a muscoli e articolazioni, brividi e febbre. Meno di una persona su dieci ha sofferto di arrossamento nel sito di iniezione e nausea. L'ingrossamento dei linfonodi compare in meno dell'1% dei casi, i casi di paralisi facciale acuta sono meno dello 0,1%. Con Moderna è alta la probabilità di avere dolore nel sito di iniezione (92%), mal di testa (64,7%), dolori muscolari (61,5%), brividi (45,4%), nausea e vomito (23%), ingrossamento delle ghiandole linfatiche nel braccio dell'iniezione (19,8%), febbre (15,5%), gonfiore (14,7%), Le reazioni sono più frequenti nella seconda dose e nei vaccinati giovani rispetto agli over 65, ma si tratta generalmente di fenomeni di intensità lieve o moderata che si sono risolti entro pochi giorni dalla vaccinazione. Per quanto riguarda AstraZeneca gli effetti indesiderati molto comuni (che interessano più di una persona su dieci) sono dolore, calore, prurito o lividi nel punto in cui viene praticata l'iniezione, sensazione di stanchezza o malessere, brividi o sensazione di febbre, mal di testa, nausea, dolore alle articolazioni o muscolare. Gli effetti indesiderati comuni (fino a una persona su dieci) sono gonfiore o arrossamento nel punto in cui viene praticata l'iniezione, febbre sopra i 38 gradi, vomito e diarrea. Gli effetti non comuni (non più di una persona su cento) sono sonnolenza o vertigini, diminuzione dell'appetito, ingrossamento dei linfonodi, sudorazione eccessiva. Le trombosi, come detto, hanno finora interessato appena una persona su 100mila. La somministrazione di Johnson & Johnson può comportare mal di testa, nausea, dolori muscolari, dolore nel punto in cui viene eseguita l'iniezione, sensazione di estrema stanchezza. Gli effetti indesiderati comuni sono rossore o gonfiore nel punto in cui viene eseguita l'iniezione, brividi, dolori articolari, febbre, tosse. Gli effetti collaterali non comuni sono eruzione cutanea, debolezza muscolare, dolore alle braccia o alle gambe, debolezza, malessere generale, starnuto, mal di gola, dolore alla schiena, tremore, sudorazione eccessiva. I casi di reazioni allergiche e orticaria sono rari, quelli di trombosi molto rari.

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