Vaccini per i giovani: polemica su Astrazeneca e J&J (Ansa)
Vaccini per i giovani: polemica su Astrazeneca e J&J (Ansa)

Roma, 11 giugno 2021 - L'opportunità di inoculare i vaccini anti Covid a vettore virale - AstraZeneca e J&J - anche ai più giovani continua a far discutere. Il rischio di trombosi, per quanto raro, spaventa i ventenni e le loro famiglie, soprattutto ora che il contagio è a livelli bassi (qui i dati del 10 giugno), e in più impensierisce la raccomandazione dell'Aifa di somministrare i vaccini virali solo agli over 60. La preoccupazione è poi esplosa ieri sera alla notizia della morte di Camilla, la 18enna ricoverata a Genova in gravi condizioni dopo aver fatto il vaccino Astrazeneca.

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La Sicilia ha deciso seduta stante di sospendere l'Astrazeneca a chi ha meno di 60 anni, mentre il Cts ancora non ha reso note nuove indicazioni chiare: gli esperti del Comitato tecnico scientifico stanno ora facendo una sintesi dei loro pareri che - a quanto si è appreso - andrebbe verso una riorganizzazione complessiva della campagna vaccinale, quindi anche della somministrazione delle diverse tipologie di vaccino a seconda delle età, alla luce del mutato quadro epidemiologico. Ma le decisioni da adottare spetteranno comunque esclusivamente alla politica.

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Locateli (Cts): non sottovalutiamo

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, ieri sera a 'Porta a porta' anticipava qualcosa sulle decisioni del Cts: "Il vaccino AstraZeneca può dare fenomeni di trombosi associati a un abbassamento delle piastrine. Proprio per questo c'era stata una raccomandazione per un uso preferenziale sugli over 60 anni. Adesso lo scenario epidemiologico è cambiato, con la vaccinazione siamo in una fase più favorevole e si è aperta una riflessione nel Cts e un confronto con l'Aifa. Nelle prossime ore, domani probabilmente (oggi, ndr), ci sarà un parere e nessuno deve dubitare che vengano minimamente sottovalutati segnali di allerta rispetto a profili  di sicurezza".

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Crisanti: Astraday senza consulenza scientifica

Il virologo Andrea Crisanti sulla morte di Camilla, colpita da trombosi dopo la vaccinazione con Astrazeneca, commenta: "E' una notizia drammatica. Mi chiedo: come è possibile che sia stata presa l'iniziativa di dare questo vaccino in questa fascia d'età, al di là delle raccomandazioni esistenti? Il Cts era stato informato? Doveva essere consultato prima, non dopo". E ancora: "Io sono stupito dal fatto che l'iniziativa di organizzare Astraday per i 18enni sia stata presa senza il consiglio di una competenza scientifica. Consideriamo che tra 10 e 19 anni d'età ci sono stati 6 morti Covid di sesso femminile in Italia. Ora abbiamo un decesso dopo vaccinazione con vaccino a vettore adenovirale. Il gioco non vale la candela", riflette il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova. "È inutile nascondersi dietro al fatto che in Italia per il vaccino in questione è stato indicato un uso preferenziale sopra i 60 anni. Preferenziale, quando si hanno tanti vaccini a disposizione, equivale a obbligatorio, non prendiamoci in giro. Non ci sono dubbi al riguardo. Se hai alternative, non lo dai. I vax day andavano fatti con altri vaccini".

Il problema della seconda dose

Crisanti poi aggiunge: "Si pone ora il problema del richiamo per i ragazzi che hanno ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca. Io aspetterei". Infatti l'ipotesi di una seconda dose con un vaccino diverso non ha ancora sufficienti dati di riscontro, e "continuo a ripetere che senza dati non si vaccina. Anche se personalmente non credo si correrebbe un rischio di alcun tipo, è questione di non fare gli apprendisti stregoni".  "Adesso quindi per i ragazzi vaccinati con la prima dose AstraZeneca - rimarca - aspetterei col richiamo e li richiamerei verso ottobre-novembre. Aspetterei di avere il dato che conferma che non ci sono pericoli nel fare una seconda dose con vaccino diverso. Dobbiamo sincerarci di questo".

Guido Rasi, ex dg dellAgenzia europea dei medicinali (Ema) e ora consulente del commissario Figliuolo, è molto più sicuro: "Si sta andando verso la seconda dose eterologa di vaccini, mi auguro che il Cts arrivi a questa conclusione perché tutte le evidenze sono a favore, probabilmente è ancora più efficace". Riguardo AstraZeneca, ha aggiunto, ci vuole "doppia cautela per le donne, i casi in uomini sono ancora più eccezionali e le donna dai 40 anni in giù non devono fare AstraZeneca, anche la seconda dose, perché davvero non ce n'è bisogno".

Sicilia: sospeso Astrazeneca sotto i 60 anni

La Sicilia sospende il vaccino AstraZeneca in via cautelativa sotto i 60 anni. La decisione emerge da una circolare che porta la firma del dirigente generale del dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico ad interim della Regione Siciliana Mario La Rocca. 

​Bassetti: serve una posizione netta

"Occorrerà fare ulteriori indagini per capire il nesso tra vaccino e altri farmaci. Questo si deve alla campagna vaccinale e ai vaccini. E' chiaro che i balletti comunicativi su Astrazeneca non hanno aiutato l'opinione pubblica. Credo che ci voglia una posizione netta e chiara. A questo punto dobbiamo avere il coraggio di dire che Astrazeneca è un vaccino di cui possiamo fare a meno e puntiamo su quelli a Rmna", ha detto l'infettivologo Matteo Bassetti alla trasmissione televisiva Stasera Italia su Rete4, commentando il decesso della ragazza di 18 anni in Liguria. "Mi dispiace dire questo - ha aggiunto - da uomo di scienza. Purtroppo il decesso di questa ragazza sicuramente è un bruttissimo momento". 

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Speranza: il Cts considererà l'età

Ieri pomeriggio, prima della tragedia di Camilla Canepa, il ministro della Salute Roberto Speranza confermava che sul tema "c'è una discussione in corso nel Cts" e sottolinea che gli esperti terranno conto del fatto che  "l'Italia è passata nelle ultime settimane da un livello di circolazione del virus alto a uno medio ed ora è a uno basso". Ma sulla sicurezza dei vaccini mette il punto: "Voglio ricordare sempre che i vaccini sono la vera arma di cui disponiamo per chiudere questa stagione così difficile e che tutti quelli approvati da Ema e Aifa sono sicuri ed efficaci. La campagna di vaccinazione nel nostro Paese ha superato le 40 milioni di dosi somministrate". Speranza puntualizza però: "Il 7 aprile il ministero ha raccomandato l'uso preferenziale del vaccino AstraZeneca agli over-60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all'aumento dell'età. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts".

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