Roma, 14 febbraio 2021 - Procede la campagna vaccinale anti Covid. Mentre il Tar siciliano conferma lo stop ai "furbetti del vaccino" deciso dal governatore Musumeci, la Difesa rende noto che tutte le dosi - 424mila - dei vaccini Astrazeneca e Moderna sono state consegnate a Pratica di Mare.
Intanto il virologo Fabrizio Pregliasco, nel giorno dei cambi di colore delle regioni, parlando al Messaggero sostiene che il sistema dei colori delle Regioni "ora rischia di essere messo in crisi dalla variante inglese, visto che ha una velocità di trasmissione differente, più alta. Potrebbe essere necessario rivedere i parametri", perché "siamo sul filo di lana, c'è il timore che succeda quello che è successo nel Regno Unito. Per questo, per quanto possibile, è necessario velocizzare la vaccinazione". 

Consegnate tutte le dosi: la mappa

Sono state consegnate tutte le 292.800 dosi del vaccino AstraZeneca e le 132.000 del vaccino Moderna, arrivate tra l`11 e il 12 Febbraio presso l'Aeroporto di Pratica di Mare, hub nazionale della Difesa. Dopo la suddivisione da parte del personale del Ministero della Salute, nella giornata di ieri, è avvenuta la distribuzione nelle varie Regioni con il concorso di Sda e delle Forze Armate nell'ambito dell'"Operazione Eos", come sottolinea un nota dello stesso dicastero della Difesa.
Per il trasporto e la consegna sono stati impiegati circa 60 militari, 20 mezzi dell'Esercito, 20 mezzi di Sda e un velivolo C27J dell'Aeronautica Militare che è atterrato in Sardegna presso l`Aeroporto di Decimomannu. Inoltre la Difesa ha costituito 5 snodi principali mettendo a disposizione alcune infrastrutture delle Forze Armate nelle città di: Genova (Chiavari), Piacenza, Bologna, Foggia e Catania.  Sono state, invece, 102 le destinazioni raggiunte nella sola giornata di ieri.

Tar: no ai furbetti del vaccino

Il Tar della Sicilia conferma il provvedimento contro i "furbetti dei vaccini": non c'è alcun diritto alla seconda dose del siero anti-Covid 19 per chi non aveva diritto alla prima. Il presidente della sezione di Catania del Tribunale amministrativo, Federica Cabrini, intervenuta in forma monocratica proprio per l'urgenza addotta dagli autori dei ricorsi, ha infatti ritenuto insussistenti sia il "fumus boni iuris" che il "periculum in mora": in sostanza non vi è né la parvenza di un ragionevole diritto né il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile, per chi si è visto negare la seconda inoculazione.
La questione riguarda alcuni di coloro che, a Scicli (Ragusa), avevano ottenuto senza titolo la prima dose del vaccino Pfizer Biontech, il 6 gennaio. Una volta che era scoppiato lo scandalo, l'assessore Razza aveva emesso un proprio provvedimento, il 28 gennaio, con cui aveva vietato la somministrazione del richiamo agli "abusivi", coloro che cioè non rientravano nelle categorie prioritarie. Insomma, sono vanificate le aspettative di chi aveva "saltato la fila".