Il vaccino AstraZeneca (Ansa)
Il vaccino AstraZeneca (Ansa)

Washington, 23 marzo 2021 - Il vaccino AstraZeneca continua ad essere al centro del dibattito mondiale nell'ambito della lotta al Covid. La notizia di oggi arriva dagli Stati Uniti. AstraZeneca potrebbe aver fornito dati incompleti sul suo vaccino anti-Covid, ricavati da un test clinico su larga scala condotto negli Stati Uniti, in Cile e in Perù: lo ha reso noto l'Istituto nazionale statunitense per le allergie e le malattie contagiose (Niaid). Stando ai dati forniti dalla casa farmaceutica britannica, il vaccino ha mostrato un 79% di efficacia nella prevenzione della malattia sintomatica, e una protezione totale nei confornti delle forme gravi o critiche, senza che si siano registrati rischi accresciuti di trombosi fra i pazienti. 

Il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) afferma che Astrazeneca potrebbe aver "incluso informazioni obsolete" nei risultati della sperimentazione clinica del vaccino anti-Covid negli Stati Uniti, che potrebbero aver fornito "una visione incompleta dei dati di efficacia".

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Ma non basta perché dice la sua anche l'esperto Anthony Fauci secondo il quale il vaccino AstraZeneca è "probabilmente molto buono", ma i dati inviati dalla società "sono fuorvianti". "Questo è probabilmente un ottimo vaccino", ha detto alla ABC News il principale consigliere della Casa Bianca sulla pandemia. Ma il comitato di monitoraggio dei dati e della sicurezza "si è preoccupato" del fatto che i dati forniti da AstraZeneca "fossero in qualche modo obsoleti e potrebbero in effetti essere un pò fuorvianti", ha aggiunto

I dubbi espressi dal Niaid arrivano nel momento in cui le autorità sanitarie staunitensi stanno valutando l'autorizzazione di emergenza del vaccino di AstraZeneca: una decisione in merito dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Tutto questo arriva qualche giorno dopo che alcuni Paesi europei avevano precauzionalmente sospeso la somministrazione del vaccino in seguito ad alcuni eventi avversi trombotici registrati in una trentina di pazienti; succesivamente, dopo il parere positivo dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), le vaccinazioni in Europa sono riprese regolarmente. Intanto l'azienda risponde comunicando che fornirà dati più aggiornati entro 48 ore.

L'immunologa Viola

Sulla vicenda americana interviene anche l'immunologa dell'università di Padova, Antonella Viola, che in unn post du Facebook scrive: "Ieri avevamo riportato il comunicato ufficiale di AstraZeneca sullo studio in Usa, Cile e Perù, sottolineando che però prima di trarre conclusioni bisognava vedere i dati. Oggi i dati non li abbiamo, ma arriva una nota molto preoccupante dai colleghi degli Usa che hanno valutato lo studio: sostengono che l'annuncio dell'azienda sia stato inopportuno e basato su dati non analizzati nel modo corretto. E chiedono di rivedere i risultati con i dati giusti".

L'Ema

"Abbiamo avviato studi specifici per analizzare ulteriormente qualsiasi possibile associazione" tra le trombosi particolari e il vaccino di AstraZeneca. "Prendiamo in considerazione se i rischi di questi trombi potrebbero essere collegati ad altri vaccini. Non ci sono stati casi rendicontati per altri vaccini". Lo ha dichiarato la direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), Emer Cooke, in audizione alla commissione Salute del Parlamento europeo.

Russia, Putin è stato vaccinato con lo Sputnik V

Vaccino Sputnik

Anche il vaccino russo Sputnik è al centro del dibattito in Europa alla luce della difficoltà di approvvigionamento degli altri vaccini. Per Mosca, "l'Italia è una priorità, nell'ottica delle relazioni con l'Unione Europea: è il Paese con cui abbiamo un dialogo più attivo per il sostegno alla registrazione dello Sputnik V". Lo ha detto Vladimir Primak, direttore del RDIF, il fondo sovrano russo.

Del vaccino russo ha parlato questa mattina anche Emer Cooke: "Stiamo valutando con grande attenzione l'efficacia e sicurezza di questo vaccino. Esattamente come abbiamo fatto con altri prodotti vaccinali presentati da altre aziende. Possiamo effettuare la nostra valutazione solo sui dati che abbiamo ricevuto, e se servono dati aggiuntivi, e su questo pensiamo che ci sia questa necessità, dobbiamo aspettare che questi dati vengano inviati prima di poterli valutare e terminare la nostra revisione".

In Italia il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco vavia ha annunciato che è imminente la firma "un memorandum d'intesa con il centro Gamaleya di Mosca, che ha sviluppato lo Sputnik V, per uno scambio di materiale biologico e di ricercatori".

Sullo Sputinik interviene anche il primario di Malattie infettive del Sacco di Milano, Massimo Galli, che dà un giudizio positivo: "E' assai promettente, rappresenterebbe un'arma in più che ci farebbe molto comodo" per combattere la terza ondata.