Roma, 27 gennaio 2021 - Tensione altissima in Europa sul tema dei vaccini anti-Covid. Protagonisti da una parte l'azienda AstraZeneca, produttrice del siero in collaborazione con l'Università di Oxford, e dall'altra l'Unione Europea. I ritardi nella consegna delle dosi e le polemiche crescenti nei vari paesi europei i temi sul tavolo. AstraZeneca ha preso posizione attraverso le parole di Pascal Soriot: "Siamo anche noi delusi, ci piacerebbe fare di più - ha detto in un'intervista il Ceo dell'azienda -. Appena avremo l'approvazione Ema, l'obiettivo è recapitare all'Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste, 2,5 circa in Italia".

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Secondo Soriot le disfunzioni nella produzione "capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi". I problemi in Ue "sono stati un caso e di certo non sono intenzionali". Soriot rigetta le accuse che AstraZeneca sia vendendo le dosi ad altri Paesi: "E' insensato. Non facciamo profitti sul vaccino". Poi una sottolineatura importante: rispetto al numero di dosi da fornire "non c'è alcun obbligo verso l'Ue. Nel contratto con gli europei c'è scritto chiaramente: 'Best effort'. Ossia: 'faremo del nostro meglio'". Appena si sarà raggiunto un numero di vaccinazioni sufficienti in Regno Unito, "allora potremo utilizzare gli stabilimenti britannici anche per la fornitura all'Unione europea".

Dall'Ue non si è fatta attendere la risposta ad AstraZeneca. Bruxelles contesta le dichiarazioni di Soriot: potrebbe aver violato i termini del contratto con l'Ue che impone la segretezza delle disposizioni contenute, salvo accordo, di pubblicazione tra le due parti. In ballo ora ci sarebbe lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto. Secondo fonti della Commissione europea, non è previsto che la produzione delle dosi per l'Ue debba essere limitata alla fabbrica in Belgio, ma può avvenire anche nel Regno Unito. Oggi alle 18.30 è prevista una riunione del comitato direttivo sui vaccini Ue con AstraZeneca, in cui si insisterà sulla consegna delle dosi. Dopo aver inizialmente ritirato la sua presenza all'incontro, AstraZeneca ha poi comunicato la sua presenza al meeting sui vaccini, il terzo questa settimana, per avere chiarimenti sui ritardi annunciati nella consegna delle dosi iniziali. Gli altri due incontri erano risultati inconcludenti.

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Nel pomeriggio è arrivata una presa di posizione politica ufficiale da parte della Ue. Una presa di posizione durissima contro AstraZeneca: "La versione che l'azienda" AstraZeneca "non abbia un obbligo di consegna" dei vaccini "perché ha firmato un accordo sul 'miglior sforzo possibile'" nella produzione di dosi "non è né correttaaccettabile" ha detto la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides.

"I membri di tutti gli Stati europei si sono detti insoddisfatti a causa delle spiegazioni insufficienti da parte di AstraZeneca. L'azienda deve rispettare cio' che ha promesso. Abbiamo firmato un contratto di pre-acquisto per far sì che producessero determinati volumi di vaccini prima dell'autorizzazione dell'Ema. Rigettiamo la logica primo arrivato primo servito: questa può funzionare dal macellaio di quartiere. Nel contratto non c'è una clausola di priorità, una gerarchia nelle consegne", ha aggiunto la commissaria. "Voglio essere chiara: non ci sono gerarchie negli stabilimenti e non si fanno differenze tra quelli nell'Ue e quelli nel Regno Unito - ha puntualizzato Kyriakides -. Gli stabilimenti nel Regno Unito fanno parte dell'accordo di acquisto anticipato ed è per questo che devono rispettare gli impegni"

L'Italia investe sul vaccino ReiThera

Invitalia ha annunciato che acquisirà una partecipazione del 30% del capitale della società ReiThera e ha approvato il contratto di sviluppo presentato dall'azienda biotech che finanzia un investimento industriale e di ricerca da 81 milioni di euro. "Lo Stato italiano entra con capitale pubblico in ReiThera, l'azienda di Castel Romano che sta sviluppando il vaccino antiCovid. E' una scelta giusta e importante. Da questa crisi dobbiamo uscire più forti per garantire la salute delle persone oggi e domani", così ha dichiarato su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.