Per gli operatori sanitari no vax è arrivato il redde rationem. Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati – secondo il nuovo decreto legge approvato ieri – dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la...

Per gli operatori sanitari no vax è arrivato il redde rationem. Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati – secondo il nuovo decreto legge approvato ieri – dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all’andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l’immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione sarà revocata. La sospensione durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Nel Dl è stato inserito anche lo ‘scudo penale’ per i somministratori di vaccino che seguono le regole, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave. La misura delude però i medici, che la definiscono "poco incisiva" sull’obbligo vaccinale. "Ci si limita alla sospensione, tramite un iter piuttosto farraginoso, dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali". E anche lo scudo penale è ritenuto insufficiente. "Avevamo chiesto al governo – spiega il oresidente della Fnomceo, Filippo Anelli (in foto) – di tenere in debito conto le difficoltà che i professionisti sanitari hanno dovuto affrontare e stanno affrontando nella lotta contro il Covid. Molte sono ancora le aree di incertezza su interventi e terapie, e maggiori erano un anno fa, quando tutto è iniziato".

Anche i magistrati, ma per motivi diversi, non approvano. "Gli scudi penali di per sé non sono un’ottima idea. Ma – commenta il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia – siamo in un momento eccezionale e saremo collaborativi".

red. int.