Roma, 2 febbraio 2018 - E' guerra aperta tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e la sindaca di Roma, Virginia Raggi.  "I bambini restino a scuola anche se non vaccinati", la richiesta del primo cittadino di Roma, dopo la mozione approvata all'unanimità dall'assemblea capitolina. "Il percorso interpretativo proposto si pone in palese violazione della legislazione vigente", la linea dura del ministro. Nel frattempo, la Regione Lazio fa sapere che la copertura dei vaccini obbligatori è al 97%.

BOTTA E RISPOSTA - Ricostruiamo passo dopo passo le tappe dello scontro. Ieri viene approvata la mozione dell'Assemblea Capitolina,  riguardo la necessità che gli alunni non vaccinati restino comunque a scuola per rispettare la continuità didattica ed educativa. Quindi la Raggi scrive al ministro della Salute, al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente dell'Anci Antonio Decaro per informarli della mozione. Stamattina il duro commento della Lorenzin su Facebook: "Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini". Il ministro ricorda come sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale si siano "espressi chiaramente rispetto alla mozione del Veneto e non vorrei che Amministrazioni Comunali guidate da NoVax portassero avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica".

Un paio d'ore e il primo cittadino di Roma rincara la dose: "I bambini rischiano di essere cacciati dalla scuola per il caos della Lorenzin", risponde la Raggi in un post  su Facebook. "Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio - aggiunge -, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo". E conclude: "I loro diritti vanno tutelati", aggiunge. Poi, arrivando all'incontro  'Contromafiecorruzione' cerca di smorzare i toni: "A Lorenzin dico basta polemiche, si tratta di una mozione, votata anche dal Pd, di buon senso che chiede semplicemente di applicare la legge e di far sì che i bambini possano finire questo anno educativo".

Ma il dado ormai è tratto e, nel pomeriggio, arriva la lettera di risposta della Raggi, con toni ancora più severi, "Il percorso interpretativo proposto si pone in palese violazione della legislazione vigente»", afferma il ministro in relazione alla mozione dell'assemblea romana.

LE REAZIONI - Si schiera con la Raggi, per voce del presidente Antonio Decaro, l'Anci secondo cui "l'iniziativa del Consiglio comunale di Roma è condivisibile nella parte in cui mira a consentire alle famiglie in lista d'attesa per il trattamento vaccinale, e sembrerebbero tantissime, di proseguire nella frequenza scolastica anche dopo il 10 marzo" . Per l'Anci questa "non è una concessione, ma un modo equilibrato di applicare una normativa così innovativa e ad alto impatto per i cittadini". Si scaglia contro la Raggi il segretario Pd, Matteo Renzi: "Continuare a utilizzare il tema dei vaccini in campagna elettorale è inciviltà", dice alla presentazione del programma Pd a Bologna.