Il ministro della Salute, Giulia Grillo (Ansa)

Roma, 9 agosto 2018 - Polemiche e caos sui vaccini e sui documenti da presentare all'inizio dell'anno scolastico per l'accesso agli istituti. "Lo strumento dell'autocertificazione è stato usato per tutto il 2017, non capisco questa presa di posizione di ieri - dice il ministro della Salute Giulia Grillo su La7, riferendosi all'avvertimento lanciato dai presidi -. Lo useremo anche per il 2018 perché Lorenzin non ha istituito l'Anagrafe vaccinale nazionale e non volevamo caricare il cittadino di un onere ulteriore costringendolo a fornire tutta la documentazione".

Grillo quindi si scontra con l'Associazione Nazionale dei Presidi che aveva sottolineato come la norma da applicare per il 2018/2019 resterebbe quella della Legge Lorenzin. "Se non verrà presentato all'inizio dell'anno scolastico il certificato di avvenuta vaccinazione della Asl - la dichiarazione dei dirigenti scolastici di ieri -, non potremo permettere la frequenza dei bimbi a scuola, a nidi e materne". Secondo la Grillo quella dei presidi è "una polemica assolutamente surreale" che "sembra indirizzata per un attacco politico contro di me che non c'entro nulla perché è un atto deciso dal precedente governo. Ma ormai ho le spalle larghe e mi sono abituata".

BUSSETTI - Posizione più cauta quella espressa dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. "È opportuno considerare le preoccupazioni dei dirigenti scolastici - scrive su Facebook -, che costituiscono snodo fondamentale per il sistema di istruzione e formazione. Certamente la dirigenza scolastica non può essere gravata di incombenze in materia sanitaria". Aggiunge Bussetti: "La questione vaccinale è tema di salute pubblica. Il Miur, nell'ambito delle proprie competenze, garantisce la massima collaborazione al Ministero della Salute per l'attuazione delle politiche sanitarie previste".

PROFESSORI DI PEDIATRIA CONTRO IL MINISTRO - Dalla parte dei presidi, e contro la circolare Grillo-Bussetti che prevede l'autocertificazione per i vaccini, si schiera il Collegio dei professori universitari di pediatria. La circolare "non solo confligge con la vigente normativa sulla certificazione delle vaccinazioni obbligatorie - spiegano i professori -, ma contrasta con il DPR 445/2000 che recita 'I certificati medici, sanitari ... non possono essere sostituiti da altro documento". 

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"Obbligo flessibile"

Per ora vale l'autocertificazione - almeno secondo il ministro -, poi arriverà l'obbligo flessibile. Così la Grillo traccia la via: "Abbiamo depositato ieri la proposta di legge della maggioranza in cui spingeremo per il metodo della raccomandazione che é quello che noi prediligiamo da un punto di vista politico, nel quale prevederemo delle misure flessibili di obbligo sui territori, e quindi anche nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche". E precisa: "Sebbene mi prendano in giro su questo punto, l'idea di un obbligo flessibile a seconda dei territori è l'idea più sensata".

IMMUNODEPRESSI - La Grillo non si tira indietro anche in merito alle polemiche nate sull'obbligatorietà dei vaccini e la composizione di classi scolastiche nelle quali posso essere presenti contemporaneamente bimbi non vaccinati e bimbi immunodepressi. "Il tema relativo ai rischi che potrebbero correre gli immunodepressi non se l'era posto nessuno fino allo scorso anno - dichiara la ministro -. Faremo comunque delle valutazioni rigorose per individuare le migliori modalità di protezione".  È di ieri il caso della mamma che ha presentato una denuncia contro ignoti per non aver potuto mandare a scuola sua la figlia immunodepressa perchè in classe erano presenti bambini non vaccinati. E sempre in tema di vaccini, il ministro ha anche fatto riferimento alle polemiche relative al video della vicepresidente del Senato Paola Taverna: "Ha detto cose sacrosante. Il personale sanitario si deve vaccinare. Anche gli insegnanti vanno vaccinati. La scelta di non vaccinarsi in ogni caso è sbagliata, ha concluso, si manca di senso di responsabilità verso la comunità".

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