A 24 ore dal via della campagna vaccinale, nel governo già si litiga con vibrante passione. Volontarietà della profilassi? Sì, certo, per ora. Tuttavia anche uno scenario a rischio di rapida dissolvenza. Obbligatorietà? Il domani alle porte, o forse no, dipende. Ma discutere di nuove opzioni normative (glissando sui rischi di contenzioso) è già piatto del giorno in una politica affezionata ad aperture e suggestioni. Apre le schermaglie la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa (Pd): "In questo momento cominciare a parlare di obbligo farebbe un danno", ma "credo che fare il vaccino debba essere una precondizione per chi lavora nel pubblico", osserva l’esponente dem. "Abbiamo deciso che a scuola chi non è vaccinato non può andare, credo valga anche per...

A 24 ore dal via della campagna vaccinale, nel governo già si litiga con vibrante passione. Volontarietà della profilassi? Sì, certo, per ora. Tuttavia anche uno scenario a rischio di rapida dissolvenza. Obbligatorietà? Il domani alle porte, o forse no, dipende. Ma discutere di nuove opzioni normative (glissando sui rischi di contenzioso) è già piatto del giorno in una politica affezionata ad aperture e suggestioni.

Apre le schermaglie la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa (Pd): "In questo momento cominciare a parlare di obbligo farebbe un danno", ma "credo che fare il vaccino debba essere una precondizione per chi lavora nel pubblico", osserva l’esponente dem. "Abbiamo deciso che a scuola chi non è vaccinato non può andare, credo valga anche per operatori sanitari e insegnanti. Se c’è un rifiuto che non si riesce a superare, io penso che nel pubblico non si possa lavorare", è la stoccata finale negli studi di Agorà. Favorevoli alla novità anche Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. "Introduciamola subito almeno per gli operatori sanitari e socio sanitari", dichiara il leader di Italia Viva. "Il vaccino è l’unico strumento", aggiunge il fondatore di Forza Italia.

Risponde a stretto giro la ministra per la P.A. Fabiana Dadone (M5S), forse irritata per l’equiparazione implicita tra un medico in prima linea e un’impiegata dell’ufficio anagrafe: "Non sono una grande appassionata dell’obbligo in campo vaccinale. Credo sia più giusta una forte raccomandazione, fronte su cui il governo si è impegnato", replica l’esponente pentastellata. Il veleno è in coda: "Il piano c’è, entro metà anno contiamo di riuscire a vaccinare metà della popolazione, come ha detto il ministro Speranza" (che resta zitto per non spaccare l’esecutivo, tanto più che la resa dei conti sarà a 2021 inoltrato).

Il virologo Roberto Burioni è favorevole alla profilassi obbligatoria, con tanti saluti alle simulazioni in punta di diritto: "Se non ci vacciniamo tutti, quello che rimane di moda nel nostro Illuminato Paese è il Covid-19 con morti e relativo disastro economico, sociale, culturale. Perché il Coronavirus della Costituzione scritta bene se ne frega altamente", è il tweet rivelatore. E proprio dal fronte sanitario rimbalza il il primo caso.

Sono "un centinaio" circa i medici contrari alle vaccinazioni. "Chi sta con i no vax è incompatibile con la professione, perché mette in discussione le evidenze scientifiche", denuncia Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionali degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Ulteriore dettaglio: " Ci sono medici che non vogliono essere vaccinati con "diverse motivazioni", che solo a volte coincidono con posizioni "no vax". Un esempio sono i tredici medici, tra no vax e negazionisti, su cui l’Ordine dei medici di Roma ha in corso un procedimento disciplinare. "Si tratta di dieci colleghi contrari al siero antinfluenzale e di tre negazionisti Covid", puntualizza l’Ordine, svelando corposi esposti di "colleghi e cittadini". Non è l’unico punto critico della sanità laziale. Nelle Rsa della regione, su 25mila tra infermieri e amministrativi, solo in 2.500 avrebbero già dato l’ok alla profilassi. Un dato che preoccupa.

L’adesione dei medici italiani al vaccino è percentualmente alta e convincente. È pensabile un obbligo di categoria? "I medici che non vogliono essere vaccinati contro il Covid, possono rimanere liberi di non farlo ma non possono esporre gli altri a rischio lavorando a contatto con persone deboli", si espone Amedeo Santosuosso, docente di diritto e scienza a Pavia. Intanto la Spagna delibera la compilazione di un registro nazionale delle persone che rifiutano il vaccino. Il registro non sarà pubblico ma, a dar credito agli annunci, sarà condiviso con gli altri Paesi europei. Privacy in torsione? Le polemiche fioccano già.

Giovanni Rossi