Vaccini (Ansa)
Vaccini (Ansa)

Roma, 4 giugno 2017 - Nel decreto vaccini ci sarà un congruo periodo di transizione. Le famiglie avranno tempo quantomeno tutto il prossimo anno scolastico per mettere in regola i propri figli ed evitare le pesanti sanzioni che potranno arrivare a 7.500 euro: per iscriverli basterà presentare alla scuola o all’asilo la domanda di vaccinazione all’Asl per essere in regola. E’ quando filtra sul contenuto del decreto che, superate le verifiche tecniche fra i ministeri della Salute e dell’Istruzione, è oggi alla firma del Quirinale. Dovrebbe essere in Gazzetta ufficiale tra lunedì e martedì.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin lo ha annunciato a Trento in occasione del Festival dell’Economia. Subito dopo il ministro intende presentare le norme in modo tecnico-scientifico per dare le istruzioni alle famiglie e alle istituzioni su come funzioneranno le novità, compreso il periodo transitorio. Il decreto legge approvato lo scorso 19 maggio in Consiglio dei Ministri reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione ad asili nido e scuole materne, ovvero nella fascia d’età 0-6 anni. Ma l’obbligo riguarderà, con modalità diverse, anche elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori, fino cioè ai 16 anni dei ragazzi. In questo caso non si prevede il divieto di iscrizione a scuola, bensì sanzioni e provvedimenti per i genitori. A diventare obbligatorie, a partire dal prossimo settembre, sono 12 vaccinazioni: le 4 già obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite virale B) alle quali si aggiungono anti-pertosse, anti-meningococco B e C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e il vaccino contro l’ Haemophilus influenzae . E dall’Oms arriva un placet. «L’Oms – dice la direttrice per Europa, Suzanna Jakab – approva le recenti iniziative italiane del Ministro Lorenzin e siamo pronti a sostenerla nel suo lavoro e felici di conoscere il nuovo Piano vaccinale 2017-2019 che identifica l’eradicazione del Morbillo e della Rosolia come un obiettivo politico del Paese».

Ieri contro il decreto sono scesi in piazza in migliaia in 21 città italiane, da Aosta a Cesena. Alcune centinaia di freevax delle varie associazioni e comitati dell’Emilia-Romagna si sono radunati in piazza Nettuno a Bologna. Nel mirino dei manifestanti, oltre alla Regione e al Governo, anche le case farmaceutiche. Si invocano controlli preventivi su eventuali intolleranze dei bambini ai vaccini, e l’innalzamento dell’età minima per la vaccinazione, e si citano anche i dati dell’Aifa sulle reazioni avverse ai vaccini. I genitori assicurano che porteranno avanti fino in fondo la battaglia in sede giudiziaria contro la legge regionale, e soprattutto contro il decreto del Governo che Alessandra Atti del gruppo ‘Genitori del no Emilia-Romagna’ definisce «un autentico ricatto». A Milano ieri sono scesi in piazza in oltre mille al presidio ‘Per la libertà della scelta vaccinale’ promosso da Comilva con i «Genitori del ‘no obbligo’ Lombardia», il movimento Giovani per il Risveglio, il Sentiero di Nicola e il Condav. «Per favore non definiteci no vax », ha spiegato Serena Tessaro, una delle organizzatrici. «Per noi – ha proseguito Serena Tessaro – le vaccinazioni sono un presidio importantissimo e su questo non si discute, ma come tutti i presidi sanitari vanno ‘dosati’ sulle persone. Invece non è consentito fare nemmeno l’anamnesi pre-vaccinale». Manifestazione a Genova con 300 persone in piazza De Ferrari e cortei a Firenze – con 1500 persone – e a Cagliari. Alle proteste che si sono già svolte per la libertà di scelta vaccinale se ne aggiungerà una nazionale nel pomeriggio di domenica 11 giugno a Roma.

«Credo che siano manifestazioni assolutamente legittime, frutto del fatto che la gente si occupa della questione – ha commentato ieri il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, che ha fatto sapere di aver ricevuto minacce –. Questo è bellissimo, però sono profondamente sbagliate. Spiace. I vaccini hanno salvato milioni di vite, dobbiamo continuare a vaccinare. Con le campagne anti-vaccinazioni si sono ripresentate malattie che erano sotto controllo, mentre di uno a un milione è la possibilità di avere una reazione negativa alla vaccinazione. Se avete cari da proteggere, anche anziani, vaccinateli. E l’atto più amorevole che potete fare».