Treviso, 8 agosto 2018 - Nella 'guerra' infinita sui vaccini obbligatori a scuola arriva la notizia di una denuncia, presentata dalla famiglia di una bambina trapiantata - vaccinata ma con un deficit immunitario - che è stata costretta a restare a casa per 5 settimane dalla materna perché nella sua classe c'erano due fratellini non vaccinati, che avevano contratto la varicella. 
I fatti, riferisce il Gazzettino, risalgono al maggio scorso. La denuncia contro ignoti - presentata in questi giorni - è per omissione d'atti d'ufficio, istigazione alla disobbedienza e tentata epidemia
Nell'atto giudiziario non si fanno nomi perché la famiglia della piccola non ha potuto acquisire le informazioni circa la trasmissione delle eventuali autocertificazioni prodotte dai genitori dei due piccoli no-vax. "La scuola - sostengono i genitori - doveva allontanare i minori perché nel maggio 2018 sussisteva l'obbligo di vaccinazione come requisito d'accesso alla materna".

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La mamma racconta che la bambina costretta a non frequentare l'asilo è una paziente trapiantata, era già stata sottosta al primo vaccino ed era risultata 'non-responder' (ovvero non ha prodotto anticorpi dopo il vaccino), e non poteva essere sottoposta al secondo vaccino, cosa che la avrebbe esposta al contagio della malattia, in questo caso la varicella
"La magistratura deve prendere posizione sui vaccini, perché i dirigenti scolastici non possono trattare il problema con superficialità. Non è un fatto ideologico, è una questione seria - ha detto ancora la madre all'Ansa - I magistrati devono esprimersi in maniera tale, con condanne se serve, perché i dirigenti delle scuole d'infanzia si adeguino alle norme, senza sconti. Più vaccinati ci sono, più i nostri figli sono al sicuro. Non si possono mettere in una classe bambini non vaccinati per motivi medici con altri non vaccinati per motivi ideologici".

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"Il governo gialloverde si regge solo davanti alle emergenze - attacca il Pd per bocca di Alessia Rotta - per questo o le inventano o lavorano per crearle. Come nel caso dei vaccini. E quanto accaduto a Treviso, con l'approvazione del decreto milleproroghe rischia di accadere d'ora in poi in tutta Italia". E ancora: "La ministra Grillo, invece di fare il suo lavoro per proteggere la salute pubblica ammette candidamente che non si può escludere che moriranno bambini. Noi non ci rassegniamo e siamo pronti a dare battaglia affinché non sia messa a rischio la vita di chi è più debole. Perché - conclude Rotta - è compito della politica tutelare le cittadine e i cittadini e non si può pensare che debba essere la magistratura a riportare il buon senso nel Paese"