Il commissario straordinario Francesco Figliuolo, 59 anni, si fa iniettare il vaccino AstraZeneca
Il commissario straordinario Francesco Figliuolo, 59 anni, si fa iniettare il vaccino AstraZeneca
di Alessandro Farruggia Acquisto di eventuali dosi prenotate e non acquistate da parte di paesi europei (come ha già fatto la Germania), utilizzo rapido di tutte le dosi in arrivo. E non appena Ema darà il via libera al vaccino russo, strategia tedesca: se l’Ue acquisterà lo Sputnik V, bene, altrimenti ci muoveremo per nostro conto, considerando che da giugno a dicembre i russi potrebbero (teoricamente) fornire all’Europa 50 milioni di dosi: punteremmo ad averne almeno 5 milioni. È questa la strategia messa a punto da Mario Draghi, che sta anche valutando di chiedere ad AstraZeneca la consegna delle 250.700 dosi di vaccino destinate...

di Alessandro Farruggia

Acquisto di eventuali dosi prenotate e non acquistate da parte di paesi europei (come ha già fatto la Germania), utilizzo rapido di tutte le dosi in arrivo. E non appena Ema darà il via libera al vaccino russo, strategia tedesca: se l’Ue acquisterà lo Sputnik V, bene, altrimenti ci muoveremo per nostro conto, considerando che da giugno a dicembre i russi potrebbero (teoricamente) fornire all’Europa 50 milioni di dosi: punteremmo ad averne almeno 5 milioni.

È questa la strategia messa a punto da Mario Draghi, che sta anche valutando di chiedere ad AstraZeneca la consegna delle 250.700 dosi di vaccino destinate all’Australia e alle quale il nostro Paese ha bloccato l’esportazione, visti i ritardi. Anche ieri il presidente della commissione Ursula von der Leyen ha ribadito che "l’Ue è pronta a bloccare l’export del vaccino AstraZeneca se la casa farmaceutica anglo-svedese non rispetterà i suoi impegni riguardo alle forniture". Complementare ad un via libera dell’Ema è invece l’accordo tra Spallanzani e istituto Gamaleya di Mosca che dovrebbe consentire un uso più flessibile del vaccino russo Sputnik V.

Il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti va invece avanti con la creazione di un polo vaccinale italiano, che da maggio-giugno potrebbe aumentare le dosi da infialare “conto terzi“ e da settembre-ottobre avviare la (lunga) produzione dei principi attivi. Non prima di dicembre invece potrebbe partire la produzione in Italia del vaccino Sputnik. La coperta è e resta corta. Nel primo trimestre dell’anno sarebbero dovute arrivare in Italia 15.694.998 milioni di dosi, una cifra che comprendeva già i tagli e i ritardi annunciati. Ma ad oggi ne sono state consegnate solo 9.577.500. Ne mancano quindi poco più di 6,1 milioni. Impossibile che per fine mese si recuperi l’arretrato.

"Tra oggi e domani – fanno sapere dagli uffici del Commissario Straordinario – verranno consegnate oltre 333.600 dosi di vaccino Moderna all’hub nazionale della Difesa. Si tratta del lotto di Moderna più consistente approvvigionato finora". Slittato per questa settimana l’invio delle fiale di AstraZeneca, il carico verrà recuperato il prossimo 24 marzo, quando con il nuovo arrivo saranno recapitate in tutto 279mila dosi. Dovrebbero essere invece regolari le consegne di Pfizer. Quanto al secondo trimestre, se non ci saranno ulteriori tagli, l’Italia dovrebbe ricevere invece oltre il triplo delle dosi avute fino a marzo: una media di 17,4 milioni al mese per un totale di 52.477.454. Ci sarà anche a partire dalla seconda metà di aprile il vaccino di Johnson & Johnson, ma "in quantità limitate che poi andranno ad aumentare da maggio e giugno". Nonostante l’impegno del generale Francesco Figliuolo e del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che ieri si sono fatti vaccinare con AstraZeneca al centro vaccinale militare della Cecchignola, la situazione è complessa. Il Commissario straordinario per ora conferma gli impegni e fa iniezione di ottimismo: "Faremo 500mila inoculazioni al giorno dalla terza settimana di aprile, un numero che salirà se saremo ancora più bravi. E i quattro giorni persi dopo la sospensione di AstraZeneca si possono recuperare in breve tempo". Avendo le dosi, ovviamente.