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Vaccini, stimati 30mila bambini non in regola. Oggi ultima chiamata

Il 10 marzo scade il termine per presentare la certificazione. L'esperto: "Difficile sapere quanti non saranno ammessi a scuola"

Ultimo aggiornamento il 10 marzo 2018 alle 12:24

Roma, 10 marzo 2018 - Scade oggi il termine per presentare alle scuole i certificati sui vaccini e si stima che circa 30mila bambini sotto i sei anni potrebbero non essere in regola. Di questi tuttavia è impossibile sapere quanti non saranno ammessi a scuola, perché ogni regione si comporterà in modo diverso. E' quanto afferma il past president della Società italiana di Igiene Carlo Signorelli alla vigilia della scadenza del termine del 10 marzo per la presentazione dei certificati necessari per evitare l'esclusione da nidi e materne.

Per i genitori inadempienti, superata la deadline, è prevista una serie di misure di richiamo e solo alla fine, se persiste la volontà di non vaccinare, la legge prevede l'esclusione del bambino dalla frequenza della scuola dell'infanzia. Per i genitori inadempienti dei bambini che frequentano la scuola elementare scatteranno invece le sanzioni pecuniarie. Esclusione da scuola e multe non sono dunque immediate.

Signorelli ha spiegato che non ci sono dati ufficiali ma che ha elaborato il calcolo basandosi sui dati del ministero della Sanità: a ottobre scorso si era regolarizzato il 30% dei nati negli anni 2011-2015. La stima è almeno nell'ordine di grandezza confermata dai alcuni dati provvisori forniti dalle Regioni, secondo cui ad esempio in Piemonte sono circa 1200 i bimbi a rischio, mentre in Veneto ai primi di febbraio erano 8800. I primi dati sugli effetti della legge sono comunque positivi. "La sensazione è che ci sia stato un bel recupero - conferma Signorelli -, l'obbligo ha agito sia sui genitori esitanti sia sulle strutture, che si sono trovate per effetto della legge sull'obbligo e del nuovo piano vaccinale a dover fare il doppio delle vaccinazioni rispetto al passato. I disservizi che si sono riscontrati sono stati minimi rispetto al carico a cui sono stati chiamati i centri vaccinali, che in quasi tutti i casi sono riusciti a far fronte alla domanda pur non avendo risorse aggiuntive".

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