La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (nella foto), ha rivendicato l’azione positiva e solidale dell’Ue per i vaccini contro il Covid-19, ma ha ammesso che ci possano essere stati ritardi, un eccessivo ottimismo e troppa fiducia nella capacità produttiva dell’industra farmaceutica. "Abbiamo sottovalutato...

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (nella foto), ha rivendicato l’azione positiva e solidale dell’Ue per i vaccini contro il Covid-19, ma ha ammesso che ci possano essere stati ritardi, un eccessivo ottimismo e troppa fiducia nella capacità produttiva dell’industra farmaceutica.

"Abbiamo sottovalutato la difficoltà legata alla produzione di massa – ha detto parlando alla plenaria a Bruxelles – normalmente, ci vogliono da 5 a 10 anni per produrre un nuovo vaccino. Noi l’abbiamo fatto in 10 mesi. Questo è un enorme successo scientifico, e dovremmo essere giustamente orgogliosi, in un certo senso la scienza ha superato l’industria".

"L’industria però deve eguagliare il ritmo innovativo della scienza", ha aggiunto Von der Leyen citando l’Italia tra gli esempi positivi per il livello di immunizzazioni ribadendo la volontà di "raggiungere l’obiettivo di vaccinare entro l’estate il 70 per cento della popolazione adulta in Europa".

"Tuttavia – ha ammesso la presidente – oggi non siamo dove vorremmo essere nella lotta contro il virus. Siamo arrivati in ritardo nel concedere le autorizzazioni. Siamo stati troppo ottimisti sulla produzione di massa. E forse abbiamo anche dato per scontato che le dosi ordinate sarebbero arrivate in tempo. Dobbiamo chiederci perché questo è successo e quali lezioni possiamo trarne".

Von der Leyen ha sottolineato: "Uno dei rallentamenti nella produzione riguarda alcune molecole sintetiche. Per questo è necessario un maggiore coordinamento nella fornitura degli ingredienti fondamentali. Dobbiamo aumentare la capacità di ricerca e la produzione, e rafforzare la collaborazione pubblico-privato".

red. est