Roma, 13 aprile 2021 - È il giorno di Johnson & Johnson in Italia. Oggi sono sbarcate poco prima delle 13, nell'hub di Pratica di Mare, 184.800 dosi del vaccino anti Covid di Janssen. Si tratta del primo lotto del siero prodotto dalla divisione belga di J&J che arriva nel nostro Paese. Le dosi rimarranno "stoccate" in attesa delle verifiche sui rari eventi avversi segnalati.

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Nel piano vaccinale nazionale è previsto l'arrivo di 26,57 milioni di dosi di Johnson& Johnson in Italia entro la fine di quest'anno. In dettaglio, come indicato nelle tabelle, 7,31 milioni di dosi nel secondo trimestre, quello appena iniziato. 15,94 milioni nel terzo, 3,32 nel quarto trimestre 2021.

Johnson & Johnson in Usa

E proprio oggi si apprende che negli Usa è stata chiesta la sospensione del vaccino Johnson & Johonson dopo alcuni eventi evversi. Si indaga su sei casi negli Stati Uniti, riguardanti pazienti donne che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

Vaccini

Nel frattempo, in Italia, continua la corsa all'approvigionamento di dosi. Altre 175.200 di AstraZeneca erano giunte nella tarda serata di ieri. Sempre ieri è atterrato lo slot settimanale di vaccini Pfizer. Nonostante questi carichi e le nuove dosi previste nei prossimi giorni, la Fondazione Gimbe ancora ieri rimarcava che non ci sono i numeri per raggiungere l'obiettivo delle 500mila al giorno entro il 15 aprile. 

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Il commissario Figliuolo, in tal senso, ha annunciato che sono oltre 4,2 milioni i vaccini che saranno consegnati tra il 15 e il 22 di aprile. Dalla struttura commissariale spiegano che si arriverà così, nella settimana 16-22 aprile, alla somministrazione di "circa 315mila" dosi al giorno.

Le pagelle dei vaccini

Caratteristiche

Il vaccino di Johnson & Johnson, come AstraZeneca, si avvale di un adenovirus. Nello specifico, di uno di tipo 26 "incompetente per la replicazione", come si legge sul sito dell'Agenzia del Farmaco. Questo adenovirus contiene il gene della glicoproteina Spike che, trasmesso alla persona vaccinata, stimola le cellule alla produzione della Spike stessa innescando il processo di immunizzazione. 

Il siero è stato sviluppato dalla Janssen Pharmaceutica (filiale belga di Johnson & Johnson) e dal Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC). È destinato alle persone di età pari o superiore a 18 anni (senza nessuna raccomandazione specifica, per il momento). I dati "hanno mostrato che nei soggetti 'over 65' non si è notata alcuna flessione nella efficacia", si legge nella valutazione dell'Ema. Che lo ha approvato l'11 marzo scorso, mentre il giorno dopo è arrivato il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Il vaccino di Johnson & Johnson ha come caratteristica quella di essere somministrato in un'unica dose (a differenza di Pfizer, Moderna e AstraZeneca). La sua efficacia è inferiore a quella di Pfizer e Moderna, intorno al 67%. Contro la variante sudafricana questa percentuale scende sul 57 per cento. Ma attenzione, perché secondo l'analisi Ema nelle forme gravi l'efficacia arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all'85% dopo 28 giorni.

Unica dose o no?

Ma proprio sull'unica dose, caratteristica che distingue J&J dagli altri vaccini e di cui si parla da quando il siero ha ottenuto il via libera, la questione non sarebbe risolta. "Non metterei troppo accento sul fatto che J&J sia un vaccino monodose", dice a 'Buongiorno' su Sky Tg24 Armando Genazzani, membro del Committee for Medicinal Products for Human Use (Chmp) dell'Agenzia europea del farmaco Ema. "Al momento", sottolinea il farmacologo, il siero di Janssen "è stato studiato come vaccino di cui si dà una singola dose e sappiamo che dà una protezione 14 giorni dopo la somministrazione". Tuttavia "non sappiamo quanto duri. Potrebbe benissimo essere che serva un richiamo in seguito, ci sono degli studi che lo stanno valutando. Intanto possiamo cominciare a vaccinare, però". 

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Ema

La settimana scorsa l'Ema ha aperto un'indagine dopo le segnalazioni di alcuni casi di trombosi (quattro) che hanno seguito la somministrazione del siero Johnson & Johnson. L'azienda farmaceutica, offrendo massima collaborazione all'agenzia europea, ha sottolineato che si tratta di "un numero limitato di eventi molto rari" e che "al momento non è stata stabilita una chiara relazione causale tra questi eventi rari e il vaccino di Janssen".

Anche le autorità sanitarie Usa hanno dichiarato di non avere al momento alcuna prova di un nesso "causale" tra il vaccino e i casi di trombosi. "Continuiamo a indagare e a valutare questi casi", la posizione espressa in una nota sabato dall'US Food and Drug Administration.

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