Roma, 16 maggio 2021 - La campagna vaccinale anti Covid in Italia procede, in attesa dello sprint atteso per giugno quando - assicura il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo - per la prima volta arriveranno oltre 20 milioni di dosi. E mentre l'Italia ha superato i 26 milioni di somministrazioni (qui la dashboard in tempo reale), è arrivato il momento di approntare il piano di vaccinazioni in azienda. Ecco dunque il documento operativo messo a punto da Inail e approvato dalla conferenza delle Regioni, che chiarisce le priorità cui le Regioni devono attenersi riguardo all'immunizzazione sui luoghi di lavoro per evitare, si specifica, "che le scelte che ogni regione dovrà fare in relazione alla disponibilità di vaccini possano apparire arbitrarie".

Vaccini: dopo quanto la prima dose protegge da sintomi gravi

Nel Pdf - alle pagine 6, 7 e 8 - sono riportate le tabelle con i codici Ateco di ogni attività, divise per tre codici di priorità: 1 - Settore ampio con rischio prioritario nell’ambito del settore alimentare e nei centri commerciali. 2 - Settore eterogeneo in parte già vaccinato nell’ambito dei servizi prestati nel settore sanitario e delle Rsa. 3 - Settore eterogeno anche con diversa distribuzione del rischio e parzialmente già oggetto di vaccinazione. Nel valutare le priorità della rimanente popolazione lavorativa da vaccinare, si dovrà tenere in considerazione se il lavoro avviene non a contatto col pubblico, ovvero prevalentemente in modalità smart working.

Le tabelle con le priorità

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La vaccinazione effettuata in ambiente di lavoro - sottolinea il documento - rappresenta innanzitutto un’iniziativa di sanità pubblica, quindi "la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo al Servizio Sanitario regionale".
Inoltre  "iniziative atte a permettere la vaccinazione a numeri consistenti di popolazioni lavorative rappresentano un punto qualificante", puntando al "coinvolgimento e solidarietà di più aziende operanti, ad esempio, in uno stesso sito produttivo e/o su base territoriale". Questo per facilitare "l’accesso di piccole aziende, anche con differenti profili di rischiosità, che più difficilmente potrebbero organizzare punti vaccinali autonomi".

Priorità: i 4 punti considerati

1 - La classificazione del rischio negli ambienti di lavoro valutata con i codici Ateco, anche in relazione all’adozione/rilascio delle misure di mitigazione e contenimento
2 - I dati del monitoraggio delle denunce di infortunio da Covid, aggiornate periodicamente dall’Inail (disponibili fino al 31 marzo 2021)
3 - I dati del monitoraggio epidemiologico, con particolare riferimento all’analisi dei focolai nei contesti produttivi rilevati territorialmente
4 - Le evidenze scientifiche disponibili in tema di rischio di contagio nei contesti lavorativi.


Nelle tabelle dei codici Ateco  pubblicate dal documento bisogna considerare che alcuni settori (operatori sanitari, istruzione, forze dell’ordine e difesa) sono già vaccinati o in corso di vaccinazione. Inoltre, sottolinea il documento, nel settore "Amministrazione Pubblica e Difesa" la vaccinazione è in corso o già effettuata solo per alcune sub categorie più a rischio, mentre una parte consistente è decisamente a minor rischio, lavorando ancora oggi prevalentemente in smart working.

Vaccini a lavoratori di aziende differenti

Nei centri dove "affluiscano numeri elevati di lavoratrici e lavoratori anche provenienti da aziende differenti, nella somministrazione potranno essere considerate esigenze organizzative in ottica di efficienza, ispirandosi a ogni buon fine, al principio di priorità generale rispetto al rischio (ad esempio lavoratori a contatto con il pubblico o che operano sul territorio, rispetto a lavoratori prevalentemente in smart working, oppure privilegiando lavoratori fragili, qualora non ancora vaccinati)".

Le prime dosi già oggi agli agricoltori

Intanto la Campania si porta avanti, dando il via stamattina alle prime vaccinazioni sui luoghi di lavoro in due aziende vitivinicole della provincia di Benevento, per iniziativa di Coldiretti, Regione e Asl. Si tratta di circa un migliaio di dosi inoculate a una platea di agricoltori e di loro familiari, appartenenti alle fasce d'età attualmente in corso di vaccinazione in Campania (dai 50 anni in su): le operazioni si svolgono nella cooperativa Cantina di Solopaca, nel comune di Solopaca, e nella Cantina della Cooperativa La Guardiense a Guardia Sanframondi. Ad oggi, spiega l'associazione di categoria, sono stati approvati come punti vaccinali, in possesso di tutti i requisiti richiesti, 141 sedi Coldiretti e 27 sedi aziendali del comparto green, con l'obiettivo di coinvolgere 1,5 milioni di dipendenti, agricoltori e addetti alla filiera agroalimentare Made in Italy.