Sopra, il Mandela Forum di Firenze, punto di somministrazione dei vaccini. Sotto, il giornalista Andrea Scanzi, 46 anni
Sopra, il Mandela Forum di Firenze, punto di somministrazione dei vaccini. Sotto, il giornalista Andrea Scanzi, 46 anni


Firenze, 22 marzo 2021 - Genitori fragili in attesa di vaccino, lui figlio unico. Poteva iscriversi nella lista dei caregiver che la Regione Toscana ha destinato a chi deve prendersi cura di persone con patologie specifiche o invalidità, ma non lo ha fatto. Il giornalista e scrittore Andrea Scanzi è stato vaccinato venerdì scorso alle 18.30 al Palaffari di Arezzo. Furbetto lui o sciacallo chi lo critica? Lo ha fatto con la legittima preoccupazione di figlio che vuol proteggere i genitori, ma saltando la fila e il regolare percorso seguito da altre 15mila persone nelle sue stesse condizioni che hanno preaderito sul portale della Regione Toscana. Scanzi si era fatto inserire il 15 febbraio scorso dal suo medico di famiglia in una pseudolista (compilata a mano) dei cosiddetti ‘riservisti’ pronti a essere chiamati all’ultimo minuto nel caso avanzassero dosi che, diversamente, verrebbero buttate. Come conferma anche il direttore della zona distretto aretina dell’Azienda sanitaria, Evaristo Giglio, in evidente imbarazzo per le dichiarazioni del giornalista. "Se dovessi tornare indietro, scanserei Scanzi", dice con un sorriso ma dopo due notti senza sonno.

L’Asl ha aperto un’inchiesta interna per verificare i fatti. In Toscana c’è già un’inchiesta aperta dalla procura sui furbetti saltafila: un migliaio di persone che si sono iscritte nella lista del personale scolastico e universitario, sotto la voce ‘altro’, poi soppressa. Dentro ci sono finiti istruttori di tennis, modelle, maestri di trombone nella banda di paese. Scanzi ha voluto rendere pubblico il suo gesto su Facebook, autoproclamandosi testimonial di AstraZeneca. Ma gli è piovuto addosso il mondo: prevedibile. Chi fa le pulci a tutti non dovrebbe mai dimenticare l’antiparassitario.


Il momento è delicato e la Toscana che ha effettuato oltre 500mila dosi, sopra la media nazionale, sta faticosamente cercando una strada per risollevare i numeri esigui della vaccinazione agli over 80 per la quale è finita in coda all’Italia, con 90mila dosi su 320mila ultraottantenni. Sono mancati vaccini Pfizer, si giustificano in Regione, ma se ne potevano rispamiare un po’ dai 140mila operatori del mondo sanitario, anche giovani e giovanissimi, amministrativi in telelavoro e personale che in ospedale non ha mai messo piede. Insomma, non c’è spazio per i furbetti che pure sono spuntati: è rimasto un giallo lo scambio di pettorine gialle da protezione civile fuori dal Mandela Forum a Firenze (il più grande centro vaccinale della Toscana) all’ora di chiusura, quando, appunto si chiamano i ‘riservisti’, pur di non buttare neppure una dose, scelti tra le categorie già ammesse. Un mezzo finimondo, con inchiesta interna all’Asl, è accaduto perché – sempre lì – un medico del centro ha vaccinato il figlio in un giorno in cui non arrivava alcun sostituto. Casi sporadici, buchi di un sistema fragile in una campagna vaccinale senza precedenti. Per evitere furbetti sono state create liste ufficiali di riserve che possono registrarsi su internet. Ma tra le categorie ammesse non ci sono i caregiver , come Scanzi, che hanno un canale dedicato. Solo l’Azienda sanitaria Toscana Sud Est (dove c’è dentro Arezzo) ne ha creata una sabato scorso: perché, se è un doppione?
Un polverone si era sollevato per la vaccinazione degli avvocati, già oltre 9mila, con la polemica social che ha investito anche la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi, iscritta all’ordine, come molti altri politici finiti nel mirino.
Scanzi? Non è un martire ma neppure un eroe.