Il presidente di Federfarma Lazio, Eugenio Leopardi(Ansa)
Il presidente di Federfarma Lazio, Eugenio Leopardi(Ansa)

Roma, 29 marzo 2021 - La campagna di vaccinazioni anti Covid in Italia continua ad accelerare. E mentre il commissario Figliuolo e il capo della Protezione civile Curcio sono in tour per l'Italia (oggi in Liguria, mercoledì in Lombardia), il ministro della Salute Roberto Speranza firma l'accordo per vaccinare anche in farmacia, operazione peraltro già possibile in alcune regioni italiane.

"Ho appena firmato il protocollo con Regioni e farmacisti per far partire in sicurezza le vaccinazioni Covid nelle farmacie del nostro Paese - annuncia Speranza - La campagna di vaccinazione è la vera chiave per chiudere questa stagione così difficile. Oggi facciamo un altro importante passo avanti per renderla più veloce e capillare". 
Il ministro interviene anche sul passaporto vaccinale: "Bisogna accelerare la discussione sul 'Green pass' per arrivare a una soluzione prima dell'estate - dice dopo aver partecipato via zoom alla riunione del G7 dei ministri della Salute - in modo da permettere la mobilità in maggiore sicurezza". Al centro del confronto - si legge in una nota del dicastero - la sanità digitale e il certificato vaccinale, sia a livello europeo che su scala globale.

In cosa consiste l'accordo

C'è dunque il via libera alle vaccinazioni anti Covid da part dei farmacisti - abilitati con opportuno corso - a eccezione delle vaccinazioni nei confronti dei soggetti ad "estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica", prevede l'accordo quadro tra governo, regioni-ppaa, Federfarma e Assofarm.
Le attività di prenotazione e esecuzione dei vaccini verranno eseguite dalle farmacie "secondo i programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità e seguendo i criteri di priorità". I farmacisti saranno coinvolti su base volontaria. Sulla base della Legge di Bilancio 2021, è quindi consentita, in via sperimentale, per l'anno 2021, la somministrazione dei vaccini anti nelle farmacie aperte al pubblico "da parte di farmacisti opportunamente formati e previa acquisizione del consenso informato".

Il farmacista, quale professionista sanitario, si legge nell'accordo, "risulta abilitato all'esecuzione delle somministrazioni vaccinali contro il Sars-Cov-2 sulla base degli specifici programmi e moduli formativi organizzati dall'istituto Superiore di Sanità". Il vaccino, è sottolineato, si somministra esclusivamente previa acquisizione del consenso informato attraverso la compilazione della scheda per la valutazione dell'idoneità/inidoneità del soggetto a sottoporsi alla somministrazione vaccinale. 
Inoltre, in base a quanto previsto dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, "in ogni farmacia con dipendenti è presente un addetto al primo soccorso, opportunamente formato secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale 15 luglio 2003". Spetterà alle Aziende sanitarie locali territorialmente competenti l'onere della distribuzione delle dosi vaccinali alle farmacie aderenti alla campagna vaccinale, per la successiva inoculazione a favore della popolazione.

I farmacisti: aderiremo numerosi

"Le farmacie aderiranno numerose anche a questa iniziativa, animate da quello spirito di servizio che da sempre le connota e che durante la pandemia è emerso con forza - dice il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo, commentando l'accordo - Daranno così un contributo significativo al raggiungimento dell'obiettivo di ottenere al più presto una copertura vaccinale adeguata".