Le Regioni danno la caccia ai vaccini (extra) sul mercato. Il presidente del Veneto Luca Zaia è pronto a comprare 4 milioni di dosi ("tipologie già autorizzate Ema"); il collega del Piemonte Alberto Cirio tre. Tiriamo dritto, non aspettiamo Roma, il senso delle dichiarazioni. Il doge s’infiamma nella conferenza stampa di giornata. "Prima avevamo il tampone. Oggi vorremmo avere il tampone e il vaccino. A me sembra legittimo, no? Per i malati di fibrosi cistica, per i disabili... Mi ha chiamato un ragazzo tetraplegico, mi ha detto: vorrei fare il vaccino, se mi viene la tosse il mio diaframma...

Le Regioni danno la caccia ai vaccini (extra) sul mercato. Il presidente del Veneto Luca Zaia è pronto a comprare 4 milioni di dosi ("tipologie già autorizzate Ema"); il collega del Piemonte Alberto Cirio tre. Tiriamo dritto, non aspettiamo Roma, il senso delle dichiarazioni.

Il doge s’infiamma nella conferenza stampa di giornata. "Prima avevamo il tampone. Oggi vorremmo avere il tampone e il vaccino. A me sembra legittimo, no? Per i malati di fibrosi cistica, per i disabili... Mi ha chiamato un ragazzo tetraplegico, mi ha detto: vorrei fare il vaccino, se mi viene la tosse il mio diaframma non funziona. Sapete cosa vuol dire tossire senza diaframma? E dovremmo aspettare che passi il tempo? Vergognoso. In questo paese se cerchi di risolvere un problema, sei già una persona che crea problemi. Abbiamo solo una soddisfazione, i cittadini ci chiamano e ci ringraziano". Intanto, Zaia ha chiesto una bozza di contratto per due offerte.

Più concilianti i toni di Raffaele Donini, assessore alla Sanità in Emilia Romagna. Spiega: "È una strada che stiamo percorrendo assieme. Alcune Regioni hanno sondato l’opportunità di forniture aggiuntive di vaccini, siamo in contatto con il Veneto. Nella Conferenza è stato chiesto un pronunciamento del governo per definire insieme i confini, i limiti e i modi dell’iniziativa". Però il segnale è chiaro, i governatori si guardano attorno per dare un’accelerata.

Il Veneto aspetta una risposta dall’Aifa, il 4 febbraio ha scritto all’agenzia italiana del farmaco "chiedendo di poter negoziare l’acquisto e l’importazione di 4 milioni di dosi dall’estero", ha spiegato ieri Luciano Flor, direttore della sanità in Regione, con "tempi di consegna inferiori a un mese". "Siamo sabaudi e rispettiamo le regole", premette il governatore del Piemonte, Cirio. Ma intanto ha incaricato "Scr, la società di committenza regionale, di cercare tre milioni di pezzi". All’elenco potrebbe aggiungersi anche la Campania di Vincenzo De Luca. Così almeno lo ’sceriffo’ ha lasciato intendere nella diretta streaming.

E insiste sull’urgenza di un’accelerata alla campagna vaccinale Giovanni Rezza, direttore prevenzione al ministero della Salute. Convinto che Aifa "dovrebbe pronunciarsi" sugli acquisti delle Regioni. Mentre si cercherà di risolvere il rebus sul siero AstraZeneca. Da somministrare solo fino ai 55 anni, è stata la prima raccomandazione in Italia. Poi l’Oms ancora una volta ha stravolto il quadro e ha concluso: va bene anche per gli over 65. "A breve è prevista una riunione di un gruppo di lavoro ministero, Aifa, Agenas, Regioni, che dovrebbe cercare di trovare una soluzione", annuncia Rezza.

L’agenzia del farmaco nel frattempo mette in guardia dal "pericolo delle possibili truffe collegate alla vendita illegale di vaccini". Sì a snellire "il meccanismo di acquisto centralizzato gestito dalla Commissione Ue" ma "è fondamentale che non si deroghi dal rispetto delle norme per l’importazione dei farmaci", il messaggio del direttore generale Nicola Magrini.

ri. ba.