Roma, 17 marzo 2021 - La campagna di vaccinazione anti Covid va avanti, anzi accelera. Parola del ministro della Salute Roberto Speranza che,  in audizione alle Commissioni riunite Affari sociali di Camera e Senato, annuncia: "Stiamo lavorando per favorire l'impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni".

AstraZeneca e pillola, Palù: "Mi aspetto una nota dell'Ema"

"Il governo italiano - sottolinea Speranza - considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere questa stagione". E sul caso Astrazeneca (lo stop ha causato 200mila vaccinazioni in meno): "Quanto avvenuto nelle ultime ore non incrina la nostra fiducia, la campagna di vaccinazione va quindi avanti e dovrà accelerare anche con l'aumento delle dosi che avremo a disposizione, l'auspicio è che già da domani possa arrivare una risposta dall'Ema. Abbiamo massima fiducia e pretendiamo il massimo livello di sicurezza".

Bollettino Covid del 17 marzo 2021. Contagi Italia e regioni

Covid, gli approvvigionamenti previsti

Nel secondo trimestre del 2021 - elenca Speranza -  l'Italia avrà a disposizione 50 milioni di dosi di vaccino anti coronavirus, nel terzo 80 milioni. "Stiamo lavorando a due interventi normativi per favorire un maggiore impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni per favorirne l'accelerazione", ha detto.  Altri soggetti coinvolti saranno odontoiatri, medici di base e pediatri che hanno dato la disponibilità non solo a vaccinare in futuro i bambini, quando ci sarà un vaccino adeguato ai minori, ma anche a vaccinare fin da subito i genitori di pazienti con patologie particolari.

Turni straordinari e weekend

Tra le opzioni previste per la riduzione di eventuali ritardi sul cronoprogramma di inoculazioni in Italia, dovuto in queste ore allo sospensione di AstraZeneca in via precauzionale, c'è anche il ricorso a turni straordinari per il personale addetto alle vaccinazioni. A quanto si apprende, la riprogrammazione delle prenotazioni prevede l'allungamento - almeno temporaneo - degli orari quotidiani per i turni di somministrazione e in alcuni casi l'estensione delle inoculazioni a sabato e domenica anche laddove non fosse già previsto e a seconda del tipo di struttura organizzativa nelle varie regioni. 

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Vaccino J&J a metà aprile

Sui vaccini, Speranza spiega: "Abbiamo, com'è noto, ormai quattro vaccini" contro Covid-19 "che sono stati approvati dalle agenzie regolatorie: tre sono già disponibili, su Johnson & Johnson l'aspettativa è che già dopo la dopo la metà di aprile possano arrivare in Europa le prime dosi. E questo ci mette in una condizione oggettivamente diversa". E il ministro ammette: "Siamo in situazione non semplice, da gestire con la massima serietà, con la massima attenzione e con rigore. Ma dall'altra parte abbiamo una ragionata fiducia perché gli strumenti che abbiamo a disposizione ci mettono nelle condizioni di poter lavorare per un'accelerazione di questa campagna di vaccinazione e puntare a una soluzione che possa essere strutturale" della crisi Covid-19.

Curevac, ok a fine maggio

Quanto al vaccino Curevac, Speranza è ottimista: "Consideriamo l'arrivo per contratto del vaccino anti-Covid di Curevac nel secondo trimestre ma non c'è ancora una data fissata dall'Ema, e c'è una rolling review in corso. L'auspicio è che entro fine maggio ci sia una data e ciò consentirebbe gli arrivi nel secondo trimestre".

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Il caso Astrazeneca

"Già domani dal Comitato di sicurezza dell'Ema potremmo avere le rassicurazioni per superare difficoltà delle ultime giornate - dice Speranza - Il Governo italiano ha la massima fiducia in Ema e Aifa, pretendiamo massimo livello di sicurezza e continueremo con la massima attenzione a monitorare sugli eventi avversi. La sospensione temporanea e precauzionale delle somministrazioni di AstraZeneca è frutto di un confronto tra le agenzie regolatorie nazionali e poi dei ministri della Salute".

Il nodo varianti

Oggi "la situazione non è semplice e questo per le varianti: quella inglese si trasmette più velocemente del 35-40% e ha toccato il 54% della totalità dei casi. Sono presenti anche la variante sudafricana, soprattutto nell'area di Bolzano, e quella brasiliana soprattutto nel Centro Italia" ha ricordato il ministro della Salute.

 Lo scudo penale

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"E' un tema oggetto di dibattito pubblico, io voglio riconfermare che c'è la massima attenzione del governo e c'è una interlocuzione. La mia opinione è che dobbiamo assumere questo tema e costruire una risposta capace di un intervento di natura normativa", ha detto il ministro parlando della proposta di uno scudo penale per il personale sanitario impegnato nella somministrazione di vaccini.

Il piano vaccinazioni in 5 punti

"In campo un Piano nazionale per la ricostruzione della Salute in 5 assi. Il primo riguarda gli interventi da realizzare sul territorio attraverso il potenziamento dei servizi assistenziali territoriali per consentire una effettiva esigibilità dei Lea da parte di tutte le persone indipendentemente dalla Regione di residenza. Questo è il primo presupposto per poter definire in modo puntuale gli standard di personale e facilitare l'utilizzo delle cure degli assistiti e per superare definitivamente la stagione dei tetti del personale ancorati a tempi e modalità assolutamente inadeguati rispetto alla sfide future" ha sottolineato il ministro. 
"Saranno attuate opere di ammodernamento e ristrutturazione della rete ospedaliera, la cui vetustà spesso pregiudica la qualità dei servizi e delle prestazioni ai cittadini. Va dunque potenziata la sanità digitale e avviata anche una transizione urgente verso la sostenibilità ecologica" ha annunciato, aggiungendo: "L'ospedale deve diventare sempre più flessibile", sottolineando la "necessità di prevedere percorsi separati di accesso e pre triage nei pronto soccorso". 
"L'emergenza Covid-19 deve averci insegnato che questa attenzione globale è una determinate ineludibile di tutte le politiche e le prassi che impattano sulla nostra quotidianità. L'attenzione per la salute è un dovere e un diritto non solo in ospedale, ma al lavoro, nella scuola, nell'ambiente in cui viviamo e nelle scelte quotidiane. 'One Health' è una parola d'ordine da proporre con forza anche per la sua efficienza simbolica nel legare il tema della salute a quello cruciale dell'ambiente che ci circonda in tutte le sue declinazioni", ha poi detto.  
"Il modello 'One Health' con la salute come fattore centrale per un rapporto ricco con il proprio ambiente naturale e sociale, con la prevenzione con presupposto fondamentale, hanno un crocevia naturale nella scuola. E' necessario sviluppare - ha rimarcato il ministro - un rapporto più organico e continuativo tra scuola e sanità in un ritorno alle radici stesse dei principi ispiratori dei servizi di promozione, prevenzione e tutela della salute nelle scuole".


I centri territoriali

 "Vanno attivati centri territoriali contro la povertà sanitaria da situare nelle aree più a rischio di marginalità sociale e sanitaria". "L'equipe di lavoro in questi centri - spiega - dovranno essere multidisciplinari per dare risposte a un varietà di esigenze, dalla prevenzione e corretti stili di vita al monitoraggio di situazioni a rischio di violenza, dalle campagne di screening e vaccinazioni all'assistenza domiciliare in situazioni a rischio. Proteggere e includere chi oggi rischia di restare escluso dall'assistenza - sottolinea Speranza - è necessario non solo in nome dell'universalità del nostro Ssn ma per rafforzare in modo strutturale l'intero sistema. La salute del singolo si realizza pienamente solo in una comunità sana".