Francesco Vaia, 66 anni, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma
Francesco Vaia, 66 anni, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma
Sputnik e non solo. Lo Spallanzani di Roma valuterà se è ipotizzabile uno schema multivaccino: una dose del siero italiano ReiThera combinata con una di Pfizer, o di Moderna, o di AstraZeneca o di Sputnik. Una strategia innovativa, che aumenterebbe di molto la flessibilità della campagna vaccinale. IL PUNTO / In Italia mancano le dosi. Tutti i dati Professor Francesco Vaia, direttore dell’ospedale Spallanzani, in cosa consiste l’accordo con i russi per il...

Sputnik e non solo. Lo Spallanzani di Roma valuterà se è ipotizzabile uno schema multivaccino: una dose del siero italiano ReiThera combinata con una di Pfizer, o di Moderna, o di AstraZeneca o di Sputnik. Una strategia innovativa, che aumenterebbe di molto la flessibilità della campagna vaccinale.

IL PUNTO / In Italia mancano le dosi. Tutti i dati

Professor Francesco Vaia, direttore dell’ospedale Spallanzani, in cosa consiste l’accordo con i russi per il vaccino Sputnik?

"Nelle ultime settimane ci siamo incontrati con i vertici dell’istituto Gamaleya di Mosca per discutere di attività di ricerca sullo Sputnik V, ed è stato trovato un accordo. Subito dopo la firma del protocollo d’intesa, che è prevista la prossima settimana, avvieremo una duplice linea di ricerca, che sarà condotta a Roma anche con loro personale: una sulla copertura garantita dallo Sputnik V verso le varianti e una per un suo utilizzo multivaccino".

Iniziamo dalle varianti.

"Verificheremo con i colleghi russi la copertura immunitaria dello Sputnik V verso le varianti inglese, brasiliana e sudafricana. Lo studio è rapido, si farà in laboratorio e potrà essere concluso in una decina di giorni".

E poi c’è la ricerca per dar vita a uno schema vaccinale misto. Sarà condotta su volontari?

"È così. Tra 90 e 100 volontari, già vaccinati con ReiThera, il vaccino che noi abbiamo elaborato, riceveranno una seconda dose di un vaccino diverso: o quelli a mRNA, e cioè Pfizer o Moderna, oppure quelli basati su un vettore adenovirale come l’AstraZeneca o lo Sputnik V. Vogliamo capire se è possibile una innovativa strategia multivaccino. Questo è molto importante, perché in prospettiva, se Ema e Aifa approveranno lo Sputnik V e lo schema vaccinale misto funziona, potremo usare Sputnik non solo in maniera tradizionale, ma intercambiarlo con gli altri. Con ovvi vantaggi in termini di flessibilità. La ricerca durerà un paio di mesi".

Sinceramente, lei crede nella bontà dello Sputnik V?

"Noi non ci sostituiamo alle autorità regolatorie o politiche, non validiamo nulla. Ma personalmente devo dire che Sputnik V è un prodotto molto innovativo e sembra aver dato ottimi risultati. Ho sempre detto che la scienza deve essere neutra, senza interessi industriali o geopolitici o preclusioni. Per me se un vaccino è sicuro ed efficace, va bene chiunque lo produca".