Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, 59 anni
Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, 59 anni
di Giulia Prosperetti Convincere a vaccinarsi quei 215mila insegnanti ancora non immunizzati. Questa, a due mesi dall’inizio della scuola, l’unica carta che rimane da giocare al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per scongiurare un altro anno, il terzo, in Dad. L’obiettivo – come ha spiegato il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo – è arrivare almeno a 180-190mila vaccinati raggiungendo una copertura di oltre l’80% degli operatori scolastici, incrementando anche le somministrazioni per i giovani dai 12 ai 19 anni. In caso contrario, stando alle indicazioni fornite lo scorso 25 giugno al ministero dal Cts, non sarà possibile riaprire le scuole in sicurezza e la ripresa delle lezioni sarà una fotocopia dello scorso anno....

di Giulia Prosperetti

Convincere a vaccinarsi quei 215mila insegnanti ancora non immunizzati. Questa, a due mesi dall’inizio della scuola, l’unica carta che rimane da giocare al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per scongiurare un altro anno, il terzo, in Dad. L’obiettivo – come ha spiegato il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo – è arrivare almeno a 180-190mila vaccinati raggiungendo una copertura di oltre l’80% degli operatori scolastici, incrementando anche le somministrazioni per i giovani dai 12 ai 19 anni. In caso contrario, stando alle indicazioni fornite lo scorso 25 giugno al ministero dal Cts, non sarà possibile riaprire le scuole in sicurezza e la ripresa delle lezioni sarà una fotocopia dello scorso anno.

"Sto riscrivendo a tutte le Regioni per incentivare con ogni mezzo le vaccinazioni a quella parte di operatori scolastici che ancora mancano. Per riaprire le scuole con meno vincoli possibili a settembre bisogna fare di più, cercando di far capire a tutti gli operatori scolastici l’importanza di vaccinarsi non solo per se stessi, ma anche per la collettività" ha affermato Figliuolo. Nel dettaglio il quadro fornito dal generale vede ancora 8-9 Regioni sotto l’80%. La classifica dei professori ’No Vax’ è guidata dalla Sicilia dove la percentuale dei non immunizzati è al 43,58%, seguono Alto Adige (38,53%), Sardegna (33,30%), Calabria (32,85%), Liguria (26,93%), Umbria (25,27%), provincia di Trento (23,53%) e Piemonte (23,06). Unica eccezione virtuosa è rappresentata dal Lazio che ha raggiunto quella che dal commissario è stata definita "la massima copertura possibile" con il 99,8% degli insegnanti vaccinati. Alla base di questa diserzione di massa ci sarebbe – secondo il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp) Antonello Giannelli – "il rifiuto di AstraZeneca, sul quale c’è stata molta confusione". Se così fosse, con l’ampliarsi del ventaglio di possibilità, i numeri nei prossimi mesi potrebbero segnare un consistente incremento.

"Io tengo la barra: il mio obiettivo è la presenza" ha ribadito Bianchi annunciando l’intenzione di chiedere al Cts di formulare una nuova ipotesi sulle modalità di ritorno a scuola dal momento che il comitato "ha dato un parere senza considerare le vaccinazioni". Mentre il ministro assicura "insieme torneremo a rivedere le stelle" e annuncia il prossimo come "l’anno costituente della scuola", in molti si chiedono cosa sia stato fatto dalla primavera del 2020 a oggi per affrontare criticità note da tempo. Se il distanziamento prescritto dal Cts in Italia è sinonimo di didattica a distanza i motivi sono, infatti, essenzialmente due: il problema delle ‘classi pollaio’ che rende necessari i turni e il nodo dei trasporti. "Pensare di iniziare di nuovo a settembre la scuola in dad è una constatazione del fatto che – ha commentato il presidente dell’Anp del Lazio, Mario Rusconi – le istituzioni preposte non si sono impegnate in questo anno e mezzo per cercare di risolvere una serie di problemi, dalle classi pollaio al movimento dei nostri ragazzi sui mezzi pubblici".

Di fronte a uno scenario ancora così incerto i presidi hanno chiesto con urgenza la convocazione del Tavolo ministeriale sul protocollo di sicurezza. "Chiediamo che ai dirigenti scolastici – ha sottolineato Giannelli – siano fornite al più presto indicazioni chiare sulla gestione della ripartenza. La volontà del ministero è quella di lavorare per la scuola in presenza senza se e senza ma: è necessario che, coerentemente con tale affermazione, si vedano azioni concrete". E se, per usare le parole sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, "settembre è dopodomani", tra le proposte spunta anche l’introduzione di un Green pass scolastico. Un’ipotesi "non plausibile" – evidenzia Bianchi – ma che in Parlamento fa già discutere.