Viaggiatori all'aeroporto di Heathrow a Londra (Ansa)
Viaggiatori all'aeroporto di Heathrow a Londra (Ansa)

Pasqua si avvicina e con essa la voglia di viaggiare, cosa che in tempo diCovid-19 non è semplicissimo ma neppure proibitivo. Innanzitutto cominciamo con una notizia positiva, e cioè che il Ministero dell’Interno ha risposto positivamente a un quesito rivolto da ASTOI Confindustria Viaggi (che rappresenta oltre il 90 per cento del mercato del Tour Operating in Italia) circa la possibilità di consentire, nelle zone soggette a restrizioni, lo spostamento di viaggiatori che intendano recarsi in un Paese estero aperto e “fruibile” per turismo (ad esempio, per raggiungere l'aeroporto). Infatti non c’era chiarezza su come la normativa che consente di recarsi liberamente in un Paese dell’area UE/Schengen potesse conciliarsi con le misure restrittive adottate sul territorio nazionale (zona arancione e rossa).

Dove si può andare: i Paesi dell'elenco C

Circa i viaggi per turismo all’estero per Pasqua, il decreto-legge in vigore dal 15 marzo non porta novità rispetto a quanto stabilito dal Dpcm 2 marzo 2021, e fino al 6 aprile 2021 si può viaggiare nei Paesi dell’ "elenco C". Questi sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira ), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Ma attenzione, prima di mettersi in viaggio è bene documentarsi perché alcuni Paesi possono prevedere restrizioni all’ingresso, questionari da compilare e non solo. E ci sono Paesi che, pur non vietando espressamente l’ingresso dei turisti, lo sconsigliano. In verità, se nella maggior parte dei Paesi esteri si può andare sottoponendoci a qualche tampone e a giorni di quarantena, una volta arrivati si può trovare la sgradita sorpresa di strutture ricettive chiuse, negozi chiusi, musei e teatri chiusi, e forse anche un coprifuoco o un lockdown: insomma non l’ideale per una vacanza. Quindi prima di mettersi in viaggio è utile consultare sempre la scheda del Paese che ci interessa sul portale del Ministero degli Affari Esteri, ViaggiareSicuri (www.viaggiaresicuri.it), su reopen. europa.eu. e, dove è possibile, il sito dell’Ente del turismo locale o dell’Ambasciata italiana in loco. Chi vuole viaggiare farà bene anche a consultare il portale del Ministero della Salute (salute.gov.it) dove è monitorata la situazione Covid nel mondo. Non solo: qui c’è aggiornata una mappa degli Stati membri dell'Ue, suddivisa per regioni, che mostra i livelli di rischio nelle regioni europee utilizzando un sistema a semaforo. Le regioni sono indicate con i colori "verde", "arancione", "rosso", "rosso scuro" e "grigio". Attualmente l’Italia è "rosso" e "rosso scuro". Questi colori sono importanti quando si leggono le norme sul sito della Farnesina, dove i alcuni casi vengono menzionati a proposito delle norme da osservare.

Il rientro in Italia

Bisogna anche ricordare che dopo la vacanza si rientra in Italia, e in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, oltre a compilare un’ autodichiarazione, è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. Senza il test si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Paesi dell'elenco C: tampone negativo per l'ingresso

Venendo alle vacanze nei Paesi dell’elenco C, sono possibili ma bisogna valutare caso per caso, e quasi ovunque all’ingresso è richiesto un test RT-PCR con esito negativo. E bisogna anche ricordare che non in tutto il Paese che vogliamo visitare ci sono le stesse normative, ma possono cambiare così come in Italia cambiano i colori delle Regioni. E’ il caso ad esempio della Francia (le autorità francesi sconsigliano fortemente gli ingressi da Paesi Ue) dove per entrare è richiesto un test molecolare (PCR) da effettuare 72 ore prima della partenza. Anche se su tutto il territorio nazionale non è più in vigore il lockdown, c’è un coprifuoco dalle 19.00 alle 6.00, e in molti dipartimenti sono in vigore ulteriori misure restrittive che riguardano le chiusure dei negozi e gli spostamenti (altre info su www.france.fr).

Gran Bretagna

Tra i paesi da tenere d’occhio per eventuali cambiamenti c’è la Gran Bretagna, che da lunedì 29 marzo fino alla fine di giugno ha vietato ai suoi cittadini i viaggi all’estero, (possibili solo per motivi di urgenza), pena una multa di 5 mila sterline (ossia 5.800 euro). Per il momento non vi sono restrizioni per chi arriva, ma i visitatori che giungono dall’Europa devono essere negativi a un test Covid-19, compilare un formulario online, osservare un autoisolamento di dieci giorni poi effettuare due test Covid-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese (dove comunque troveranno i negozi chiusi). Ma poiché le norme potrebbero subire modifiche, prima di partire è bene consultare il sito Viaggiaresicuri.

Austria

Anche l’Austria, altra meta molto amata dagli italiani, frena sul turismo: i confini sono aperti purché si faccia un isolamento di dieci giorni, ma strutture per il tempo libero, alberghi e ristoranti no, se ne parlerà ad aprile (info su www.austria.info/it e sul sito del Ministero della Salute austriaco www.sozialministerium.at.

Chi blocca i turisti e chi sconsiglia i viaggi

Ci sono poi Paesi che sconsigliano del tutto l’ingresso, come il Belgio (divieto dei viaggi “non essenziali” fino al 18 aprile), la Danimarca (che sconsiglia ai suoi cittadini di andare all’estero), la Finlandia (ci si può andare solo per lavoro), la Repubblica Ceca (solo viaggi indispensabili), la Norvegia e l’Ungheria dove per turismo non si può proprio andare. Niente viaggi turistici neppure in Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, Russia.

Scoraggia gli ingressi anche la Romania, che chiede una quarantena di 14 giorni, riducibile a 10 se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Anche la Germania sconsiglia il turismo, e in ogni caso sono vietati gli ingressi dal Tirolo. Chiunque si sia recato, nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania, in un'area considerata "a rischio" (quindi anche per noi che veniamo dall’Italia, considerata a “rischio normale”) deve attenersi all’obbligo di registrazione, tampone e quarantena, secondo quanto previsto dalla normativa federale e del Land in cui intende recarsi, e fatti salvi i casi di esenzione lì previsti. Complicato? Un poco, per questo è utile consultare il sito della nostra Ambasciata a Berlino: ambberlino.esteri.it/ambasciata_berlino/it/.

Tampone e quarantena obbligatori: ecco dove

Tampone negativo e quarantena sono d’obbligo anche in molti altri Paesi. In Svizzera si va solo con il risultato negativo del test PCR, poi però è richiesta una quarantena di 10 giorni. In Lettonia, dove c’è lo stato di emergenza fino al 6 aprile 2021, è richiesta una quarantena di 10 giorni. Doppio test per i passeggeri in arrivo ai Paesi Bassi (dove fino al 31 marzo c’è il lockdown), e 10 giorni di isolamento all'arrivo, ma dopo cinque giorni si possono effettuare un test PCR che se è negativo la quarantena può terminare. Anche per andare in Polonia serve una quarantena di 10 giorni (o un tampone negativo) ma poiché ci possono essere dei cambiamenti, si consiglia di consultare prima della partenza il sito dell’ Ambasciata d’Italia a Varsavia. Test negativo prima di entrare e quarantena di 14 giorni sono richiesti per andare in Slovacchia, e per la Slovenia serve il solito test ma in alternativa si può fare una quarantena di 10 giorni. Fino al 5 aprile si può andare in Spagna con il solito test molecolare negativo (non c’è da fare la quarantena), c’è però da compilare, prima dell'arrivo per via aerea o marittima, un “formulario di salute pubblica”. Tuttavia, fino al 5 aprile 2021 sono stati ristabiliti i controlli alla frontiera terrestre col Portogallo e si può entrare in Spagna dal Portogallo, per via terrestre, solo per motivi di lavoro, di forza maggiore o se si è residenti in Spagna.

Bulgaria, Svezia, Estonia e San Marino

Ci sono anche Paesi dove l’ingresso è un poco meno complesso, come in Bulgaria, dove la situazione epidemica straordinaria è fino al 30 aprile 2021, ma chi arriva dai Paesi Ue, Italia compresa, può entrare presentando il risultato negativo di un test PCR effettuato al massimo 72 ore prima di entrare nel Paese. Anche in Svezia fino al 31 marzo si entra con il test Covid negativo (molecolare o antigenico).

In Estonia si può entrare liberamente a condizione di non mostrare sintomi Covid e a patto che il tasso di incidenza del contagio nel Paese di partenza e/o transito non superi i 150 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Se il tasso di infezione è più elevato, c’è l’obbligo dell’isolamento di 10 giorni o, in alternativa, una procedura di doppio test. A San Marino sono in vigore misure di sicurezza fino al 1 aprile (locali chiusi alle 18, obbligo di indossare la mascherina), ma sono vietati gli spostamenti verso le zone italiane rosse o arancioni ( a meno che non vi siano ragioni di necessità).,

Portogallo

In Portogallo dal 31 gennaio i passeggeri di voli provenienti dall'Italia hanno l'obbligo di presentare certificato di test molecolare con esito negativo, effettuato nelle 72 ore precedenti all'imbarco. Diverso è se si vuole andare a Madeira o alle Azzorre, nel primo caso si deve presentare un test negativo al Covid -19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o si può eseguire all'arrivo. Chi vola alle Azzorre può presentare un test come sopra, o eseguire il test all'arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino al risultato, oppure stare in quarantena volontaria per 14 giorni in un hotel.

Lussemburgo e Principato di Monaco

Chi si reca in Lussemburgo troverà il coprifuoco nazionale dalle 23 alle 06 fino al 2 aprile 2021: a chi arriva all’aeroporto Findel viene misurata la temperatura, e ci si può sottoporre al tampone direttamente al terminal. Le frontiere terrestri sono aperte, non è richiesto il tampone a chi arriva in auto o in treno. Coprifuoco, dalle 19 alle 06, anche nel Principato di Monaco, dove c’è l’obbligo di produrre all’arrivo un test PCR (o “molecolare”) negativo ed eseguito nel Paese di origine nelle 72 ore precedenti l’arrivo nel Principato; oppure sottoporsi ad un test PCR in loco, restando in quarantena in attesa del risultato.

Malta

A Malta sono in vigore, fino all’ 11 aprile, misure più restrittive come la chiusura di ristoranti, attività sportive, limitate le attraversate per Gozo: l’arcipelago prima di adesso non ha mai fatto un vero e proprio lockdown e ora ha deciso di fermarsi per concentrarsi sul piano vaccinale. Ma l'aeroporto internazionale è aperto, e viene richiesto all’arrivo il consueto test Covid con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta.

Cipro

Cipro a partire dal 1 marzo 2021 ha varato nuove regole per l’ingresso, diverse a seconda del Paese di provenienza: l’Italia è in zona rossa, quindi i nostri concittadini per andare a Cipro devono presentare un certificato Covid--19 negativo di test molecolare (PCR) effettuato non più di 72 ore prima della partenza e ripetere il test all'arrivo a Cipro, rimanendo in auto isolamento fino all'esito dell'esame (non ci sono obblighi di quarantena).

Irlanda

Non è facile neppure andare in Irlanda, dove si deve esibire un risultato negativo/"non rilevato" di un test PCR Covid -19 effettuato non più di 72 ore prima dell'arrivo nel Paese. In più i passeggeri in arrivo dai paesi classificati come rossi e grigi (come definito dal sistema semaforico dell'UE) devono continuare a limitare i loro movimenti per 14 giorni. L'obbligo di quarantena, tuttavia, può essere revocato al ricevimento del risultato negativo "non rilevato" di un secondo test PCR effettuato non meno di 5 giorni dopo l'arrivo. I passeggeri in arrivo dai Paesi classificati come verdi ed arancioni non sono tenuti a limitare i loro movimenti all'arrivo, ma dovranno attenersi alle linee guida della sanità pubblica locale e, come a tutti gli altri, sarà loro richiesto di avere con sé un risultato negativo "non rilevato" di un test PCR COVID-19 effettuato prima della partenza, verranno effettuati controlli ai punti di ingresso in Irlanda. Ma attenzione, i collegamenti aerei e marittimi (solo trasporto merci) provenienti dalla Gran Bretagna sono attualmente sospesi. Per i viaggiatori diretti in Irlanda attraverso la Gran Bretagna, le autorità irlandesi hanno predisposto un servizio informativo dedicato, la GB Emergency Travel Helpline (+353 1 6131700).

Islanda: doppio screening

Solito test molecolare PCR Covid-19 negativo per andare in Islanda, dove bisogna sottoporsi a una procedura di doppio screening: due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due tamponi, il primo effettuato all’ ingresso in Islanda, e per chi è positivo quarantena di 14 giorni. Esenti da queste misure sono coloro che hanno completato la vaccinazione anti covid-19.

Lituania

Anche per andare in Lituania serve il tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato entro e non oltre 72 ore prima dell'ingresso nel Paese. Attenzione, non sarà più possibile effettuare il test in loco all'arrivo, che è permesso solo a chi arriverà con un proprio mezzo di trasporto. E’ obbligatorio anche l'autoisolamento di 10 giorni dall’arrivo in Lituania, con la possibilità di abbreviare i tempi di isolamento effettuando un test a proprie spese non prima del 7° giorno di isolamento e ottenendo l’esito negativo.

Grecia

Una ventata di ottimismo arriva dalla Grecia, dove il Ministro del Turismo signor Hari Theocharis ha fissato nel 14 maggio prossimo l’inizio della stagione turistica in sicurezza. Come ha annunciato Ministro del Turismo signor Haris Theocharis, sarà consentito l'ingresso ai viaggiatori che saranno stati vaccinati, o avranno l'immunità a seguito della guarigione o saranno stati trovati negativi al Covid -19 con un recente test. Inoltre, ha sottolineato il Ministro, “tutti i turisti potrebbero essere sottoposti a test a campione, come l'anno scorso. Tuttavia, una differenza significativa rispetto allo scorso anno sono i 'test rapidi', grazie ai quali la quarantena per i casi positivi inizierà, senza le 24 ore di attesa come nel 2020”. Al momento vige il lockdown, bisogna presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia, occorre compilare un modulo online (con informazioni sul luogo di provenienza, soggiorni precedenti in altri paesi e indirizzo del soggiorno in Grecia), ed è richiesto un periodo di autoisolamento fiduciario di sette giorni.

gloriaciabattoni@gmail.com