Nina

Fabrizio

Che cosa conta di più per un sacerdote, la fedeltà a Gesù o la fedeltà all’amore? Tutti possiamo avere una risposta valida, come fedeli e non. Ma in realtà la risposta più convincente sembra averla data proprio papa Francesco che anche di questo si è occupato nei suoi otto anni di pontificato. Conta la fedeltà a sé stessi secondo il Papa, cioè alla verità e quindi in ultimo, proprio ai fedeli.

Se dopo un attento esame di coscienza, un sacerdote o parroco sente che l’amore per una donna prevale, pur dovendo sconfessare la solenne promessa fatta alla Chiesa con l’ordinazione bisogna che intraprenda con coraggio quella strada partendo da un atto di onestà di fronte alla propria comunità ecclesiale. Nessuna ambiguità. Nessun piede in due scarpe. Soprattutto se l’amore ha anche già generato dei figli. Giusti quindi anche gli annunci in parrocchia.

La franchezza, sembra suggerire lo stesso Papa, paga sempre. Ma se il sacerdote tormentato dai dubbi non è un adulto maturo ma un giovane seminarista che vive con dolore e tribolazione le sue ‘tentazioni’ come può arrivare ad un autentico discernimento?

Anche qui entra in gioco l’amore. Questa volta sarà l’amore ‘paterno’ del proprio padre spirituale. Se è un religioso onesto e ci auguriamo che lo sia, saprà indicare al suo seminarista la via migliore per trovare dentro sé stesso quella verità che sola rende liberi.