La ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa (Ansa)
La ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa (Ansa)

Roma, 14 ottobre 2021 - Verso l'abolizione del divieto di iscriversi contemporaneamente a due corsi universitari. Dall'Aula della Camera è arrrivato l'ok all'unanimità, con 387 voti favorevoli e nessun contrario. Ora la proposta di legge passa al Senato. A cadere, se passerà anche al Senato, sarà un divieto risalente ad un Regio decreto del 1933.

Secondo il relatore Alessandro Fusacchia la legge serve a "sbarazzarci di un divieto anacronistico di quasi 90 anni fa! Diamo più opportunità a tutti i giovani di immaginare e costruire liberamente il proprio futuro di vita e professionale".  

"Iscriversi a più corsi di laurea contemporaneamente sarà presto possibile anche in Italia: un grande risultato che consente al nostro Paese di fare un salto verso il futuro della formazione universitaria, in linea con il resto del mondo. Un risultato a portata di mano grazie alla determinazione e al lavoro che stiamo portando avanti con il Parlamento che da tempo ha messo al centro questi temi" è stato il commento del ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. 

Esulta Rossano Sasso, sottosegretario del ministero dell'Istruzione: "Un provvedimento atteso da decenni, che cancella un vincolo profondamente ingiusto e fuori dal tempo, risalente addirittura a un Regio Decreto del 1933. L'Italia, finalmente, si allinea agli altri grandi Paesi europei e rende accessibile a tutti gli studenti quello che prima era un privilegio esclusivo di chi poteva pagarsi gli studi all'estero". 

L'obbiettivo, se sarà approvata anche dal Senato, è di rendere operativa la legge già a partire dal prossimo anno accademico, permettendo così a migliaia di studenti italiani di frequentare due facoltà o due master, anche presso diverse università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale e istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. 

Soddisfatto Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione: Si tratta di un passo verso la modernizzazione di un sistema che deve ancora fare molta strada per essere all'altezza delle nuove necessità formative e dei migliori standard europei".