Silvia Zani, 27 anni, laureata in Fisiatria, era impiegata in una casa di riposo
Silvia Zani, 27 anni, laureata in Fisiatria, era impiegata in una casa di riposo
di Beatrice Raspa e Gabriele Moroni Le ricerche erano scattate. Già un centinaio di uomini battevano le montagne della Valcamonica, risalivano il corso dell’Oglio alla ricerca di Laura Ziliani. Una televisione trasmetteva i volti di Silvia e Paola Zani, contratti sotto le mascherine, le loro voci incrinate dal pianto, accorate nell’appello perché nulla venisse tralasciato per cercare la madre, scomparsa l’8 maggio. Silvia, 27 anni, studi di scuola superiore a Edolo nella stessa scuola dove aveva insegnato matematica il padre, morto nel 2012 travolto da una valanga insieme con un amico. Laurea in Fisiatria. Un contratto a termine con la Rsa in scadenza il 31 maggio, ma che la ragazza aveva interrotto pochi giorni dopo la sparizione della madre. Il legame con Mirto Milani...

di Beatrice Raspa

e Gabriele Moroni

Le ricerche erano scattate. Già un centinaio di uomini battevano le montagne della Valcamonica, risalivano il corso dell’Oglio alla ricerca di Laura Ziliani. Una televisione trasmetteva i volti di Silvia e Paola Zani, contratti sotto le mascherine, le loro voci incrinate dal pianto, accorate nell’appello perché nulla venisse tralasciato per cercare la madre, scomparsa l’8 maggio. Silvia, 27 anni, studi di scuola superiore a Edolo nella stessa scuola dove aveva insegnato matematica il padre, morto nel 2012 travolto da una valanga insieme con un amico. Laurea in Fisiatria. Un contratto a termine con la Rsa in scadenza il 31 maggio, ma che la ragazza aveva interrotto pochi giorni dopo la sparizione della madre. Il legame con Mirto Milani iniziato dieci anni prima durante un soggiorno studio nel Regno Unito.

Paola, 19 anni, primo anno di Economia e commercio all’università di Brescia, la più piccola delle tre sorelle. Fra di loro Lucia, l’unica rimasta ad abitare a Brescia con la mamma. Venti giorni dopo le lacrime sono scomparse. Silvia e Paola vengono intercettate alle otto di sera del 26 maggio. Le sorelle e Mirto hanno già concluso la trattativa per la locazione di un appartamento appartamenti a Temù. Si congratulano a vicenda per il denaro che avrebbero incassato di lì a breve, una somma in grado di garantire un anticipo per un’auto nuova e forse anche le vacanze. SILVIA ZANI: dai a bolla Polla (nomignolo di Paola)... cioè già soltanto con quella paghiamo l’anticipo per un’auto nuova... PAOLA ZANI: mhhhh... SILVIA: eh eh (ride)... poi c. 900 euro... troppo figo... SILVIA: 800... PAOLA: ah... è vero... ci sono le commissioni... SILVIA: eh già... vabbè però comunque diciamo che praticamente è come tutto il mese di febbraio... eh? PAOLA: mh mh assolutamente. SILVIA: cioè già il fatto che prenda sette giorni vuol dire tanti soldi e pochissimo sbatti... PAOLA: no, infatti... SILVIA: però... cosa più importante... così almeno quella settimana lì, poi scappiamo che possiamo praticamente andare in vacanza...

La data è il 10 giugno. Nel letto del torrente Fiumeclo sta per essere ritrovato un paio di jeans. Alle 17.26, in concomitanza con la scoperta, le sorelle Zani e Mirto si avvicinano alle loro Opel Meriva (dove sono state piazzate le ’cimici’), posteggiata nelle vicinanze di un condomino di Temù, a pochi metri dal corso d’acqua e a un centinaio di metri dall’abitazione al numero 11 di via Ballardini. I jeans devono essere ancora scoperti, ma già Paola fa il nome del torrente. L’intervento di Mirto tronca e devia il discorso. PAOLA ZANI: nel Fiumeclo, lo aveva detto forse Centola (il maresciallo Fabio Centola, della stazione carabinieri di Ponte di Legno). SILVIA ZANI: no no lo ha detto Rosano (il capitano Filiberto Rosano, comandante della compagnia carabinieri di Breno), Paola. PAOLA: Rosano? SILVIA: si è! PAOLA: ah io avevo capito... SILVIA: è lui che portava avanti questa idea del c. MIRTO MILANI: scusa, shhh (richiama al silenzio) una cosa, silenzio del c. non si dice niente ora... c’è dietro lo zainetto, lo prendi. SILVIA: sì.

Il discorso sul Fiumeclo potrebbe tradire. È stato drastico l’intervento: rivolge parole di lode agli investigatori. Ecco riemergere il motivo economico, come in filo rosso sempre annodato. In una conversazione intercettata il 29 maggio emerge l’interesse dei tre di riappropriarsi dei 20mila euro (probabilmente una parte dell’eredità del padre) versate da Silvia e Paola alla madre per la ristrutturazione degli appartamenti a Temù. Un investimento che Mirto aveva contestato a Laura Ziliani. Ne era scaturito un litigio. SILVIA ZANI: poi comunque siamo tutti d’accordo sul fatto che i tuoi ‘venti’ vanno tolti e messi in contanti... PAOLA ZANI: ok... SILVIA: perché... non deve sapere nessuno della loro esistenza. PAOLA: sì sì, all’inizio non ero tanto d’accordo, adesso mi sento molto più d’accordo...