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25 nov 2021

Giornata contro la violenza sulle donne: una scorta per chi rischia la vita

Cinque ministre riscrivono le norme. Provvedimenti di fermo più efficaci per gli uomini pericolosi. Reddito di libertà, stanziati 7 milioni

25 nov 2021
elena g. polidori
Cronaca

I femminicidi non sono "omicidi qualsiasi", ma per contrastarli "non bastano le leggi, bisogna cambiare le menti", dice – non senza qualche ragione – la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Ma di sicuro servono anche leggi aspre per contrastare un fenomeno, quello della violenza sulle donne, in crescita costante e inesorabile. E per questo il premier Draghi, alla vigilia del 25 novembre, giornata contro la violenza alle donne, ha incaricato cinque ministre di riscrivere le norme sul femminicidio. Gelmini, Bonetti, Lamorgese, Cartabia e Carfagna sono al lavoro per chiudere in una settimana un nuovo pacchetto normativo che comprenderà provvedimenti di fermo più efficaci per gli autori delle violenze di genere, una sorta di "scorta" per le donne che hanno denunciato restando molto spesso inascoltate, e nuovi aiuti economici che potenzieranno o affiancheranno il "reddito di libertà" già in vigore. "Non possiamo abbandonare le donne alla ritorsione dei loro carnefici", dice la ministra Gelmini, mentre in Italia, ogni giorno, si registrano 89 episodi di violenza di genere. Un’emergenza sociale che le leggi esistenti non hanno minimamente fermato: "Estirparle è un processo che richiede tempo e una strategia a 360 gradi". Tra le norme allo studio con le ministre Bonetti, Lamorgese, Cartabia e Carfagna, c’è "un pacchetto di misure che puntano, da un lato, alla tutela delle donne che subiscono violenza, dall’altro a rafforzare l’efficacia delle misure sanzionatorie e interdittive". In concreto, si pensa a "misure di fermo più efficaci per gli autori delle violenze e una protezione per le vittime. Non possiamo lasciare sole le donne che denunciano, senza stravolgere le loro vite". La proposta delle "scorte di Stato", oggetto di critiche, "è una misura di tutela per i casi estremi e con il consenso di chi subisce violenze", spiega Gelmini. La ministra per il Sud, Mara Carfagna, propone di ...

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