Prima ancora del via libera del Parlamento, Mario Draghi ha incassato la fiducia dei mercati. Piazza Affari ha messo a segno la performance migliore del Vecchio Continente, con un balzo in avanti del 2%, pur chiudendo sotto i massimi della mattina, toccati proprio quando Draghi si è recato al Quirinale. Il listino milanese ha...

Prima ancora del via libera del Parlamento, Mario Draghi ha incassato la fiducia dei mercati. Piazza Affari ha messo a segno la performance migliore del Vecchio Continente, con un balzo in avanti del 2%, pur chiudendo sotto i massimi della mattina, toccati proprio quando Draghi si è recato al Quirinale. Il listino milanese ha beneficiato della discesa dello spread in area 103 punti, dai 112 della vigilia. Si tratta dei livelli minimi dal 2016. Hanno invece chiuso più caute le altre piazze europee, complice l’andamento contrastato di Wall Street: Francoforte a +0,71% e Parigi sulla parità. Analisti e gestori sono convinti che un governo Draghi, sebbene debba ancora ricevere la fiducia del Parlamento, possa arrivare rapidamente alla stesura e all’implementazione del Recovery Fund, oltre a portare avanti le riforme sollecitate anche dall’Europa. Scenario che ovviamente ha fatto subito abbassare lo spread fra i titoli di Stato italiani e tedeschi.

L’arrivo di Draghi, che ha già salvato l’euro e l’Italia dagli attacchi degli speculatori col programma della Bce di acquisto di titoli di Stato sul mercato, fa correre subito i titoli finanziari, fra i quali si inserisce Poste (+7,13%), davanti a Bper (+5,57%) e Unipol (+5,11%). Unicredit mette a segno una crescita del 4,18% e Mps del 2,07%. Riparte anche Atlantia (+6,08%) sulla fiducia che si sblocchi la partita con Cdp su Aspi, e Tim (+2,8%) sulla scommessa che si accorcino i tempi per creare una rete unica. Tutti adesso, nel momento più difficile, sperano che Super Mario risolva tutti i problemi e ancora una volta faccia qualsiasi cosa, ’Whatever it takes’, per salvare l’Italia.

Elena Comelli