di Giampaolo Pioli Oggi ha 52 anni e solo 10 giorni di vita. Lisa Montgomery, originaria del Kansas, da 13 anni è l’unica donna rimasta in un braccio della morte federale americano, in attesa di essere giustiziata. Ha esaurito tutti gli appelli possibili e il 12 gennaio sarà anche la prima donna in quasi 70 anni a ricevere l’iniezione letale. È stata condannata all’unanimità nel 2007 per un crimine orrendo. La Montgomery, che in gioventù aveva subito abusi e i suoi legali sostengono anche danni cerebrali, nel 2004 aveva strangolato in Missouri una...

di Giampaolo Pioli

Oggi ha 52 anni e solo 10 giorni di vita. Lisa Montgomery, originaria del Kansas, da 13 anni è l’unica donna rimasta in un braccio della morte federale americano, in attesa di essere giustiziata. Ha esaurito tutti gli appelli possibili e il 12 gennaio sarà anche la prima donna in quasi 70 anni a ricevere l’iniezione letale.

È stata condannata all’unanimità nel 2007 per un crimine orrendo. La Montgomery, che in gioventù aveva subito abusi e i suoi legali sostengono anche danni cerebrali, nel 2004 aveva strangolato in Missouri una giovane donna incinta e dopo averla sventrata le ha estratto il figlio che aspettava facendolo passare per suo.

Lisa era andata a casa di Bobbie Jo Stinnett per comprare un cucciolo, ma colta da un raptus, la uccise nonostante fosse incinta di 8 mesi soffocandola per poi rapirle il bambino non ancora nato.

Senza troppi risultati i suoi legali hanno sempre cercato di provare in aula l’infermità mentale e si sono battuti perché la donna non ricevesse la pena capitale.

Dopo una moratoria generale nelle esecuzioni che durava dal 1972, nel 1976 la Corte Suprema aveva autorizzato i singoli Stati a reintrodurla e nel 1988 il Congresso Usa approvò una legge che la ripristinava anche nelle carceri federali controllate dal Governo.

Secondo il Death Penalty Information Center tra il 1988 e il 2019 ben 78 persone sono state condannate a morte in penitenziari federali ma solo 3 sono stati giustiziati.

È stato Donald Trump un anno fa a togliere la moratoria pretendendo che si procedesse con l’esecuzione dei condannati. Lisa Montgomery sarà la prima donna a sdraiarsi sul lettino nella notte del 12 gennaio da quasi 70 anni.

Sarà anche l’ultima condanna a morte in calendario col sigillo di Donald Trump.

Il presidente eletto Joe Biden che da senatore anche lui era a favore della pena di morte, con Barack Obama ha gradatamente mutato la sua opinione, soprattutto di fronte ai numerosi errori giudiziari commessi nel giustiziare persone innocenti non sottoposte alla prova del Dna.

Oggi Biden ha in programma di bloccare le esecuzioni federali sulle quali ha giurisdizione, per sostituirle col carcere a vita senza libertà di parola.

Ma per Lisa Montgomery rischia di diventare troppo tardi perché l’esecuzione già fissata per il 12 gennaio non si può più rimandare.

In passato molti condannati a morte e molte donne omicide hanno cercato di riabilitarsi in carcere ma non sono riuscite ad evitare l’iniezione letale.

Uno dei casi più famosi ai quali l’Italia si è interessata è stato quello di Karla Tucker che in cella si era convertita al cristianesimo, diventando un’insegnante di religione per gli altri detenuti. Anche il Papa scrisse una lettera chiedendo clemenza per lei, ma venne giustiziata a Huntsville in Texas il 3 febbraio del 1998 a soli 38 anni.