Marco

Buticchi

Gallina vecchia fa… rinnovo, verrebbe da dire. Invece pare che la Juventus stenti a prorogare il contratto di Giorgio Chiellini, pilastro della difesa bianconera e tra i protagonisti del trionfo azzurro ai recenti europei. Lungi da me dare del pennuto a un simbolo della nazione, ma l’incedere inesorabile del tempo vuole che anche il difensore, entrato nel suo trentasettesimo anno d’età, si avvii verso il tramonto della sua carriera agonistica. Eppure, tralasciando un mero calcolo d’interessi societari, a certi protagonisti credo sia dovuto un ‘accompagnamento’ d’onore verso il chiodo ove appendere le scarpette. Forse ho un’idea un po’ troppo antica e romantica del calcio. Ancora mi piace pensare alle bandiere delle squadre: campioni come Mazzola, Rivera o Gigi Riva che pochi altri colori hanno indossato oltre a quelli del loro club. Capisco che il mondo sportivo sia radicalmente cambiato, ma se si tornasse a gratificare la fedeltà, i sacrifici e le capacità che hanno contribuito a traguardare il successo, sarebbe un buon esempio per tutti quei giovani che vedono nello sport una professione. Inoltre, se qualcuno avesse pensato a istituire una sorta di diritto al rinnovo ‘automatico’ per ogni gol segnato (per gli attaccanti), salvato (per i difensori) o per l’energia spesa sul campo, campioni come Giorgio Chiellini avrebbero maturato il diritto a vedere riconfermati i loro contratti ‘a vita’.