Andrea Telara Un robot come analista finanziario. Quello che fino a pochi anni fa sembrava pura fantascienza si sta per trasformare in realtà. Morningstar, società specializzata nell’analisi sui prodotti del risparmio, ha affidato la stesura di report sui fondi d’investimento a sistemi guidati...

Andrea

Telara

Un robot come analista finanziario. Quello che fino a pochi anni fa sembrava pura fantascienza si sta per trasformare in realtà. Morningstar, società specializzata nell’analisi sui prodotti del risparmio, ha affidato la stesura di report sui fondi d’investimento a sistemi guidati dall’intelligenza artificiale, cioè dalla stessa tecnologia che oggi fa funzionare i robot. Niente più intervento dell’uomo, dunque, tutto il lavoro viene svolto da una macchina. Morningstar ha precisato che la sua decisone ha il solo scopo di alleggerire il lavoro di 130 analisti in carne e ossa, che compongono il suo team di ricerca.

Tutto bello, se non fosse per un particolare importante: dopo aver sostituito il lavoro fisico nelle fabbriche, i robot e l’intelligenza artificiale sembrano destinati anche a rimpiazzare l’uomo in mansioni di tipo intellettuale, dai meno impegnativi servizi dei call center fino alla più elaborata analisi dei mercati finanziari.

È un bene o un male?

Come tutte le innovazioni, la rivoluzione della robotica offre grandi opportunità ma espone anche a grandi rischi. Un report elaborato negli anni scorsi dal colosso assicurativo Allianz, per esempio, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale possa essere un veicolo per aumentare l’efficienza dei processi produttivi, ma anche un fattore che porta alla perdita di posti di lavoro, al rischio di attacchi informatici o all’instabilità dei mercati, sempre più governati da algoritmi. Nessun cambiamento dirompente, insomma, è a costo zero.