di Giampaolo Pioli Quasi con certezza matematica, date le proporzioni fra i votanti democratici e repubblicani, la Grande Mela il prossimo 2 novembre tornerà ad avere un sindaco di colore. Sarà il dem Eric Adams, 59anni, ex capitano di polizia diventato attivista e presidente del consiglio distrettuale di Brooklyn, a sostituire Bill de Blasio, ricalcando i passi di David Dinkins che guidò la città dal 1990 al 1993. Anche dopo gli ultimi conteggi delle schede postali e del voto anticipato, è rimasto a guidare le primarie democratiche per la...

di Giampaolo Pioli

Quasi con certezza matematica, date le proporzioni fra i votanti democratici e repubblicani, la Grande Mela il prossimo 2 novembre tornerà ad avere un sindaco di colore. Sarà il dem Eric Adams, 59anni, ex capitano di polizia diventato attivista e presidente del consiglio distrettuale di Brooklyn, a sostituire Bill de Blasio, ricalcando i passi di David Dinkins che guidò la città dal 1990 al 1993. Anche dopo gli ultimi conteggi delle schede postali e del voto anticipato, è rimasto a guidare le primarie democratiche per la corsa a sindaco di New York, conservando un margine finale di 8.400 suffragi sulla sua più diretta sfidante Kathryn Garcia, protagonista di una strepitosa rimonta. Con quasi 800mila voti espressi complessivamente, Adams ha raggiunto il 50,5% dei consensi, la Garcia il 49,5%. Non si era mai vista una corsa così serrata per le primarie democratiche negli ultimi 40 anni. Ai nastri di partenza si erano presentati in 13. Il partito nella Grande Mela così come in Congresso e a livello nazionale è diviso ormai in tre parti quasi uguali con una componente progressista molto agguerrita, rappresentata a New York dall’avvocatessa Maya Wiley che però non ha prevalso. Garcia invece, già commissario per la sanità pubblica sia con Bloomberg che con Di Blasio, grazie soprattutto al voto di Manhattan, è passata dal 19,6% del primo conteggio parziale al 49,5% con l’aggiunta delle schede per corrispondenza. Ma non le è bastato.

In molti avevano pensato che alla fine la Garcia avrebbe anche potuto farcela e diventare la prima donna sindaco nella storia di New York, ma la miglior organizzazione del moderato Adams e la sua ramificazione nei quartieri di Queens, Bronx, Brooklyn e Staten Island alla ricerca di una grande coalizione interrazzaiale, ha finito col portagli voti. Lui in campagna elettorale ha promesso di riportare la sicurezza nella Grande Mela e una durissima lotta al crimine e alle armi. Per i repubblicani a sfidare Adams a novembre sarà Curtis Sliwa, 67 anni, l’uomo col baschetto rosso, inconfondibile e bizzarro fondatore dei Guardian Angels che ha tra i suoi sostenitori principali anche l’ex sindaco Rudy Giuliani, già legale di Donald Trump, adesso sotto inchiesta dell’Fbi, per Matteo Salvini un grande stratega. Con un numero di elettori democratici quattro volte maggiore di quelli repubblicani, Sliwa avrà di fronte una missione impossibile. Tutti i democratici si ricompatteranno e voteranno Adams che ha avuto anche un passato repubblicano dal 1997 al 2001. Con un figlio di 26 anni e la compagna insegnante alle superiori, l’aspirante sindaco ha già promesso di ripulire

una città diventata troppo sporca

con Di Blasio e intende imporsi come

un difensore della classe media

e della scuola pubblica.