di Ettore Maria Colombo No pass, sì flop. Le fiaccolate contro il certificato verde annunciate in almeno dodici città italiane hanno raccolto un pugno di adesioni. Alcune, come a Genova e Napoli, sono state annullate per manifesta assenza di partecipanti o incapacità di organizzarsi. E così le folle oceaniche che avrebbero dovuto dare la sveglia agli italiani, ormai assuefatti alla dittatura sanitaria e privati di qualsiasi libertà, si sono rivelate una pozzanghera estiva. I gruppi no vax, orgogliosamente assembrati e senza mascherina, hanno urlato i loro slogan al vento, in piazze praticamente deserte. "Il vaccino siamo noi, il virus siete voi" era il coro cadenzato intonato da qualche centinaio di persone...

di Ettore Maria Colombo

No pass, sì flop. Le fiaccolate contro il certificato verde annunciate in almeno dodici città italiane hanno raccolto un pugno di adesioni. Alcune, come a Genova e Napoli, sono state annullate per manifesta assenza di partecipanti o incapacità di organizzarsi. E così le folle oceaniche che avrebbero dovuto dare la sveglia agli italiani, ormai assuefatti alla dittatura sanitaria e privati di qualsiasi libertà, si sono rivelate una pozzanghera estiva. I gruppi no vax, orgogliosamente assembrati e senza mascherina, hanno urlato i loro slogan al vento, in piazze praticamente deserte. "Il vaccino siamo noi, il virus siete voi" era il coro cadenzato intonato da qualche centinaio di persone che ieri sera si sono ritrovate in piazza del Popolo, a Roma, per protestare contro le norme sul green pass e la campagna vaccinale. Promotore della manifestazione l’avvocato Edoardo Polacco, "penalista al servizio del cittadino violentato dallo Stato", vicino alla destra radicale. È stato lui a mettere a punto una serie di denunce contro Roberto Burioni, Matteo Bassetti, Ilaria Capua e il presidente dell’Ordine nazionale dei medici Filippo Anelli, ‘rei’ di disinformare sul Covid. "Ne stiamo preparando una anche per Draghi", assicura fiero Polacco. In centinaia – mentre Sergio Mattarella ricordava che "la vaccinazione è un dovere morale e civico" – si sono messi diligentemente in fila dalle 17.30 in piazza del Popolo per lasciare documento e firma.

A raccogliere i dati c’è la deputata (ex M5S) Sara Cunial, no vax da quando è scoppiato il Covid. Vicino a lei staziona Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio, a sua volta un ex M5s. Carlo Martelli, senatore, oggi nel Misto come la Cunial, a sua volta ex grillino, prende il megafono tra la folla per tracciare un ardito – quanto indecente – parallelo tra la discriminazione degli ebrei e quella dei non vaccinati. Anche ieri, infatti, diversi manifestanti avevano sulle magliette delle stelle di David, alla faccia degli appelli della senatrice a vita Liliana Segre che aveva chiesto di non tirare in ballo la Shoah per protestare contro pass e vaccini. A guidare il corteo romano c’erano il senatore della Lega Armando Siri e Vittorio Sgarbi. I manifestanti con fiaccole e cellulari illuminati hanno occupato la parte di piazza antistante Santa Maria degli Angeli.

A Milano, invece, erano una cinquantina i manifestanti ‘No Green Pass’ riunitisi ieri in piazza Fontana, ma non è stato solo il passaporto vaccinale il nemico della ‘folla’, ma anche i giornalisti. "Siete voi il vero problema – dice un partecipante ai cronisti –. Senza un’informazione sbagliata questi problemi li risolvevamo subito".

E non provate a chiamarli no vax: "Veniamo definiti così, ma il movimento non esiste – ribattono –. È una questione che non c’entra. Anche perché non è un vaccino, è una cura, un farmaco sperimentale". Molti sembrano pensarla così: un conto è il vaccino, un altro è l’obbligo di presentare un pass per accedere al bar o al cinema. Su questo, la folla non transige. C’è anche chi, comunque, nutre dubbi sulla portata della malattia, o sulle cure.

In ogni caso, in piazza, a Milano, la dedica dei manifestanti e il loro affetto sono tutti per il dottor Giuseppe De Donno, trovato impiccato e senza vita nella sua abitazione alle porte di Mantova. Anche a Roma si ricorda De Donno e scatta il coro "libertà-libertà!". Applausi anche quando il senatore della Lega Armando Siri dice che le parole di Draghi sul vaccino sono false: "Non è vero che chi non si vaccina muore". Alla faccia di Draghi e, già che ci siamo, di Mattarella.