Lunedì 15 Aprile 2024

Un calcio al sessismo: "Lo stadio è il mio giardino. I cori degli ultras? Li ignoro"

Linda Repetti, 41 anni, diplomata in Agraria cura la manutenzione del prato del Ferraris a Genova: "Il mondo del pallone è maschilista, io sono l’unica donna in Europa a fare questo lavoro"

Linda Repetti, giardiniera dello stadio Ferraris

Linda Repetti, giardiniera dello stadio Ferraris

Genova, 4 marzo 2024 – È l’unica donna in Europa a curare il manto erboso di un grande stadio. Linda Repetti, 41 anni, è la giardiniera del Ferraris, nel quartiere Marassi, dove giocano Sampdoria e Genoa. Nel 2021 è stata presa di mira dagli ultras dell’Inter con cori sessisti: il video fece il giro del web. Lei, diplomata all’istituto agrario Marsano di Nervi (dove studiò anche Rodolfo Valentino) e mamma di due bimbi, reagì a quei cori, anche col sorriso. I tifosi ora la applaudono. Ma il gesto offensivo resta.

Cosa ha provato quando i tifosi interisti si sono rivolti a lei con quei cori sessisti?

"Dopo il caso mediatico, sono stata sentita anche dalla procura sportiva. Vengo da un ambiente maschile, ho studiato in un contesto maschile: più di tanto non mi sono sconvolta. È brutto dire che l’abitudine mi porti a non stupirmi, lo so. Ma sono anche ironica. Lì per lì sono rimasta seria, poi mi è anche scappato un sorriso".

In Italia si discute tanto di violenza di genere e sessismo. Non crede che l’educazione degli uomini debba partire dalle parole?

"Certo, le parole contano, ma bisogna saper differenziare: non c’era violenza in quel coro, era goliardia".

Lei è mamma di due figli: se allo stadio quel giorno ci fossero stati loro e avessero sentito quel coro, avrebbe pensato lo stesso "è solo goliardia"?

"Credo che ogni fatto debba avere un peso e per come sono fatta io, sì, mi sarei comportata allo stesso modo. Poi ai miei bimbi avrei spiegato il senso di quelle parole: forse c’è maleducazione, ma era un coro per fare divertire, non offensivo".

L’anno scorso i tifosi nerazzurri, dopo che il video precedente era diventato virale, le hanno cantato "Lascialo stare il tagliaerba, vieni via con noi". Lei non condanna il gesto per paura degli ultras?

"No, per me gli ultras sono semplicemente quelli che vanno allo stadio ogni domenica".

Che effetto le fa essere l’unica donna che gestisce uno dei grandi stadi d’Europa?

"Mi lascia con l’amaro in bocca e mi chiedo: perché sono l’unica? Questo lavoro non piace alle donne? Sicuramente il calcio è un mondo maschilista, non so se è per questo. Comunque io non mollo, voglio emergere anche tra i maschi: mi sono guadagnata questo posto di lavoro più di un uomo. Nessuno, appena sono arrivata, si aspettava che sarei durata così tanto".

Perché il suo lavoro le piace tanto?

"Sono qui dal 2009 e ormai è casa mia, anche se non è stato facile. Nel 2013, appena finita la prima maternità, all’improvviso non mi hanno rinnovato il contratto. Poi la stessa dinamica è successa anche col secondo figlio. Ma, dopo aver cambiato, cinque anni fa ho avuto la mia rivincita: mi hanno richiamata al Ferraris. L’impegno è notevole, sei giorni su sette, ma qui c’è il mio cuore".

Quali sono gli oggetti più strani che trova in campo?

"Il pubblico lancia ogni tanto accendini. Una volta ho trovato dell’aglio".

Con tutte le monetine lanciate dagli spalti, sarà ricca…

"Macché, siamo a Genova…".

Come si svolge la sua giornata ‘in ufficio’?

"Io e il mio collega iniziamo alle 8 facendo un giro di ricognizione: controlliamo che il manto non sia malato per via dei funghi dell’erba. Da un giorno all’altro può cambiare il colore per mancanza di nutrienti. Installiamo le lampade per la fotosintesi e dispieghiamo i teli, poi passiamo con le macchine per abbassare l’erba. E arriviamo a pomeriggio inoltrato".

Quali sono i pericoli che possono rovinare il manto erboso?

"Gli insetti, i piccioni, la mancanza di luce. Ma il peggiore sono i funghi. Sotto c’è sabbia e noi dobbiamo realizzare un prato brillante anche in inverno, nel periodo peggiore dell’anno. Quella superficie è super dipendente da noi".

Durante la partita, lei sta fuori dal campo e segue il match?

"Sono lì attorno, nel caso serva qualcosa. Ma non guardo la partita, il calcio non mi interessa e dopo tanti anni ancora non capisco il fuorigioco".

C’è un aneddoto divertente a bordocampo che ricorda?

"Una volta ho palleggiato con Josip Ilicic dell’Atalanta. Durante l’intervallo facevo dei ripristini e lui si stava scaldando, mi è arrivata una palla così gliel’ho passata. Lui me l’ha rilanciata. Il mio collega che tifa Atalanta era impazzito".

C’è qualche calciatore che le piace in particolare?

"Ho chiacchierato con Gabbiadini e Audero, che sono stati molto carini, ma non mi interessa più di tanto".

Chi è Linda Repetti lontana dal Ferraris?

"Una normalissima donna che ama la natura, suonare la chitarra e stare con gli amici".