12 mag 2022

Marcelo Pecci ucciso in spiaggia dai narcos. Il pm eroe era in luna di miele

Il procuratore del Paraguay Pecci freddato da due sicari arrivati in moto d’acqua. Era di origini italiane, la moglie sui social aveva confidato di essere incinta

BUENOS AIRES

Freddato da due sicari, sbarcati con una moto d’acqua, su una spiaggia colombiana mentre era in luna di miele con la moglie sposata dieci giorni fa. Marcello Pecci Albertini, il super procuratore antidroga del Paraguay, è stato ucciso così, tra i lettini e gli ombrelloni dell’Hotel Decameron dell’Isola di Barù al largo di Cartagena de Indias, in Colombia. E subito si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo da parte delle autorità di Bogotà e del Paraguay, con l’offerta di una super taglia da 460mila euro per chiunque aiuti a trovare i killer che hanno compiuto l’agguato.

Pecci, aveva 45 anni ed era di origini italiane. Si era sposato ad Asunciòn il 30 aprile con la giornalista Claudia Aguilera, rimasta illesa nel fulmineo attacco armato in cui è stato ferito anche un agente della sicurezza dell’albergo che ha cercato di opporsi all’aggressione. La coppia era in un viaggio di nozze dal profilo basso, al punto che il magistrato aveva scelto di non segnalare la sua presenza alle autorità di polizia colombiane, che sono state colte di sorpresa dall’accaduto.

Dopo la sparatoria Pecci è stato subito soccorso, ma le lesioni riportate erano così gravi che non c’è stato altro da fare che costatarne la morte. I media hanno diffuso immagini della moglie che, in lacrime, copriva il cadavere del marito con un lenzuolo. Giorni fa la donna aveva rivelato sui social di essere incinta.

Il governo del presidente paraguaiano Mario Abdo ha condannato vivamente l’omicidio, trattandosi del primo magistrato paraguaiano ucciso all’estero. Anche la Conferenza episcopale del Paraguay ha stigmatizzato il mortale attacco a Pecci, che era un fervente cattolico. Il direttore della polizia nazionale, generale Jorge Luis Vargas, ha sottolineato da parte sua che le indagini per risalire agli autori dell’attacco sono cominciate da subito, grazie all’identikit di uno dei presunti sicari e all’annuncio della super taglia.

Marco Principini

© Riproduzione riservata

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