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24 giu 2022

Ucciso e decapitato nel bosco Sparita la testa, è un mistero

La macabra scoperta sull’Appennino forlivese. È il corpo di un agricoltore 55enne che viveva in zona. Nessun mezzo agricolo è stato trovato nelle vicinanze che possa far ipotizzare un incidente sul lavoro

24 giu 2022
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella, dove è stato trovato il cadavere

FORLÌ

Il corpo è riverso alla fine di un dirupo d’una ventina di metri, nella selva dell’appennino forlivese, a Ca’ Seggio, frazione isolatissima del comune di Civitella: un corpo senza testa. Un mistero fitto quanto la boscaglia di quelle sporgenze innervate da rovi, arbusti, robinie, faggi che ricoprono ogni centimetro di terra. Il corpo, trovato da un amico della vittima mercoledì verso le 21.45, è quello di Franco Severi, 55 anni, agricoltore boscaiolo, che abitava da solo in un casolare con annesso fienile e magazzino-atttrezzi. La testa non è stata trovata, nonostante ore e ore di ricerche, con carabinieri e vigili del fuoco che, per provare a vederci meglio, hanno abbattuto rami e fusti e innalzato in volo un paio di droni. Niente testa.

Qualcuno aveva ipotizzato che l’avesse divelta un animale. Lupi o cinghiali. Ma il medico legale, in una prima ricognizione, ha messo a verbale che il corpo della vittima, all’altezza del collo, segna una linea continua, come se in quel punto si fosse abbattuta la lama affilatissima di un’arma bianca. Un coltello gigante o, più propriamente, un machete. E la morte sarebbe avvenuta 48 ore prima, ovvero, con tutta probabilità, lunedì scorso. Ma la casa di Franco è intatta. I mobili sono al loro posto. Non ci sono segni di colluttazione, né tracce di sangue. Ci sono forse tracce lasciate da presunti (o un presunto) assassini? Ancora non si sa. Di certo tutta l’area è stata scandagliata dalla scientifica dei militari dell’Arma.

Gli investigatori, coordinati dal capo della procura Maria Teresa Cameli e da pm Federica Messina, avevano ipotizzato anche un incidente agricolo. Ma nelle vicinanze non ci sono trattori o altri mezzi. Un delitto, quindi? Un omicidio truculento, colmo di rabbia e vendetta, come se la vittima dovesse essere giustiziata senza pietà, per tutto quello che avrebbe detto o pensato in passato? Quesiti labirintici di un giallo dai tratti macabri.

Quella dell’omicidio appare comunque la pista più probabile. I carabinieri però non scoccano una sola parola. Da ieri sono impegnati in una riunione plenaria in procura. Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia. Contemporaneamente verranno sentiti tutti i fratelli di Franco Severi. Ne aveva sei. I genitori sono morti. Sei fratelli, di cui uno, da anni, è in lite con tutti. Sono state messe in piedi diverse cause civili e penali. Ieri in quella casa conficcata tra gli arbusteti appenninici è salito l’avvocato Max Starni, che col collega Massimo Mambelli, seguono i fratelli Severi nei contenziosi col fratello riottoso. Tra i primi ad essere interrogato, anche l’amico che ha rinvenuto per primo il cadavere di Franco. "Non rispondeva al telefono... Volevo fargli un saluto... Poi ho visto, dietro casa, l’erba battuta, ho pensato che Franco potesse essere caduto nel dirupo... Un orrore...". Qualche ora prima un operaio agricolo era andato a prendere un’autobotte dal magazzino di Franco. Ma la sbarra era chiusa. Lui non rispondeva. Era morto. Un morto senza testa.

Maurizio Burnacci

© Riproduzione riservata

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