"Concediamo che il venerabile servo di Dio Angelo Rosario Livatino d’ora in poi sia chiamato beato e che, ogni anno, si possa celebrare la sua festa il 29 ottobre". A 28 anni da quando, nella Valle dei Templi, Papa Giovanni Paolo II lanciò il suo storico anatema contro la mafia, Rosario Livatino è proclamato beato. La cerimonia per il ’giudice ragazzino’, che fu assassinato senza scorta la mattina del 21 settembre 1990 mentre si recava in tribunale, si è svolta ieri nella cattedrale di Agrigento. La sua camicia azzurra sporca di sangue, bucata dai proiettili dei sicari mafiosi, è in una teca della cattedrale. "Credibilità fu per lui la coerenza piena e invincibile tra fede cristiana e vita. Livatino rivendicò, infatti, l’unità fondamentale della persona; una unità che vale e si fa valere in ogni sfera della vita: personale e sociale", lo ricorda il cardinale Marcello Semeraro. Mentre Piero Grasso, ex capo della Direzione Nazionale Antimafia presente alla cerimonia, lo definisce "esempio per tutti".