Prima di spiegare al magistrato il perché di quel delitto, ha preferito togliersi la vita in cella. E gli agenti della Penitenziaria in coro chiedono più risorse per i controlli dei detenuti. Si è impiccato in carcere, a poche ore dall’interrogatorio, Emanuele Impellizzeri, il 38enne arrestato con l’accusa di avere ucciso lo scorso 5 settembre Chiara Ugolini nell’appartamento che la vittima 27enne...

Prima di spiegare al magistrato il perché di quel delitto, ha preferito togliersi la vita in cella. E gli agenti della Penitenziaria in coro chiedono più risorse per i controlli dei detenuti. Si è impiccato in carcere, a poche ore dall’interrogatorio, Emanuele Impellizzeri, il 38enne arrestato con l’accusa di avere ucciso lo scorso 5 settembre Chiara Ugolini nell’appartamento che la vittima 27enne condivideva con il compagno a Calmasino di Bardolino (Verona). Un delitto efferato, che gli inquirenti non potranno più chiarire: il detenuto suicida si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere.

A confermare la notizia del suicidio di Impellizzeri l’avvocato d’ufficio, Mattia Guidato, che lo avrebbe dovuto affiancare nell’interrogatorio con gli inquirenti nel carcere di Montorio Veronese, dov’era stato trasferito dal carcere fiorentino di Sollicciano. Uscito dal carcere lo scorso giugno, il 6 settembre Impellizzeri era stato infatti arrestato nei pressi di Firenze, lungo l’autostrada del Sole, mentre in sella alla sua Yamaha R1 tentava di fuggire. Addosso aveva ancora la camicia sporca di sangue e graffi sulle braccia e sul volto. Era accusato di essersi introdotto nell’appartamento che Chiara divideva col suo ragazzo, in quel momento assente, e di averla aggredita, uccidendola, in bocca uno straccio imbevuto di candeggina, nonostante il tentativo della giovane di difendersi. Un delitto efferato che ha suscitato sdegno per la giovane età della vittima e per le ragioni di tanta violenza. Nessuna spiegazione anche per Alexandro Riccio, il 39enne che lo scorso gennaio a Carmagnola, nel Torinese, aveva ucciso la moglie Teodora e il figlio Ludovico di 5 anni: anche lui si è impiccato nella cella del carcere di Ivrea dove era detenuto. I due suicidi dietro alle sbarre sono gli ultimi di una lunga lista. Nel 2020 erano stati 62 i detenuti che si erano tolti la vita, quest’anno sono 41. I sindacati della Penitenziaria gridano l’sos: "Siamo al collasso, non funziona niente, servono rinforzi e più risorse".

Alessandro Belardetti