di Nino Femiani Da sedicenne scrive: "Ho scelto il male perché il bene era banale", copiandolo da Lowlow, un rapper incazzato con grandissimo seguito. Osservandolo con quella faccia di ragazzo perbene con la passione per il kick boxing, la frase sembra solo la sbruffonata di un adolescente che vuole atteggiarsi a duro. E, invece, P.M., 19 anni di Caccamo (Palermo), è ora uno dei principali sospettati di un omicidio brutale e scioccante. Vittima è la sua fidanzata, Roberta Siragusa, 17 anni, uccisa e bruciata, poi gettata in un burrone. Ieri alle 9.30 il giovane si presenta nella caserma dei carabinieri,...

di Nino Femiani

Da sedicenne scrive: "Ho scelto il male perché il bene era banale", copiandolo da Lowlow, un rapper incazzato con grandissimo seguito. Osservandolo con quella faccia di ragazzo perbene con la passione per il kick boxing, la frase sembra solo la sbruffonata di un adolescente che vuole atteggiarsi a duro. E, invece, P.M., 19 anni di Caccamo (Palermo), è ora uno dei principali sospettati di un omicidio brutale e scioccante. Vittima è la sua fidanzata, Roberta Siragusa, 17 anni, uccisa e bruciata, poi gettata in un burrone.

Ieri alle 9.30 il giovane si presenta nella caserma dei carabinieri, insieme al padre e al legale: "Il corpo di Roberta è in un dirupo a Monte San Calogero". Il suo avvocato, Giuseppe Di Cesare, interviene ad allontanare i sospetti dal suo assistito: "Non ha confessato nulla, posso solo confermare che ha fornito indicazioni per il ritrovamento del cadavere, ma il magistrato non ha notificato nulla al ragazzo, avrei dovuto saperlo".

Il corpo di Roberta era davvero lì, in una zona impervia in contrada Monte Rotondo, che richiede l’intervento dei vigili del fuoco per il recupero. È una stradina di campagna, senza luci, terreno sterrato e sconnesso che si inerpica tra rocce aguzze, greppi e fianchi scoscesi. In una forra, dentro cui un tempo scorreva un ruscello che ingentiliva l’ambiente, giace il corpo della 17enne, forse strangolata, il volto affondato nella terra, gli arti e parte del corpo carbonizzati da un fuoco insolente che ne ingiuria l’innocenza.

È possibile che il demone della gelosia si sia impossessato di P. che, qualche ora prima, quando Roberta aveva cambiato la foto del suo profilo Facebook aveva commentato: "Amore mio bedda!", seguito da un cuoricino? È stato lui a uccidere o è stato solo spettatore di un delitto commesso da altri?

Alcuni testimoni raccontano che i due fidanzati si trovavano venerdì in una villetta proprio in contrada Monte Rotondo (nonostante la Sicilia sia "zona rossa" e non ci si possa muovere da casa). A un certo punto della serata, tra i due ci sarebbe stata una violenta scenata, toni aggressivi di P. per motivi di gelosia. Verso mezzanotte i due giovani lasciano gli amici, ma Roberta non fa più ritorno a casa.

P. viene interrogato a lungo dal pm Giacomo Barbara. I punti da chiarire sono tanti e resta trattenuto in caserma. Le domande ricorrenti sono: ha ucciso Roberta perché lo voleva lasciare e quindi ne ha premeditato l’uccisione portandosi dietro la benzina per bruciare il corpo? E ha fatto tutto da solo o c’è stato un omicidio a cui hanno partecipato altre persone?

"Sono stato a casa della ragazza morta, ho incontrato i genitori. Per Caccamo è un giorno tristissimo che cambia la nostra storia per sempre. Questa notizia ha sconvolto tutti. Conosco entrambe le famiglie. Sono tutte e due dedite al lavoro e i genitori hanno sacrificato tutta la loro vita per far crescere in modo onesto e leale i loro figli", afferma il sindaco di Caccamo Nicasio Di Cola che proclama il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Roberta. L’autopsia al Policlinico di Palermo, tra domani e mercoledì.