Bologna, uccide la moglie con un colpo di pistola
Bologna, uccide la moglie con un colpo di pistola

Bologna, 26 novembre 2014 - Sessant’anni di matrimonio spenti da uno sparo. E due vite che, in un attimo, finiscono. Quella di Bruna Belletti, casalinga di 79 anni, freddata con un colpo di pistola in testa al culmine di una lite per futili motivi. E quella di suo marito, Luciano Zironi, stessa età, funzionario di banca in pensione, che ha premuto il grilletto (FOTO).

Dietro un gesto che pare inspiegabile, per una coppia che aveva vissuto insieme quasi tutta una vita, l’ombra della malattia e della depressione. Da venticinque anni Luciano e Bruna vivevano nell’appertamento al civico 42 di via San Donato dove, ieri pomeriggio intorno alle 18,30, qualcosa, nella mente dell’uomo, si è inceppato. Una lite, una delle tante, è degenerata: lui, che è appassionato di armi e a casa detiene regolarmente sei pistole, ne afferra una e, arrivato in cucina, dove si trova la moglie, esplode un colpo, a distanza ravvicinata. La donna si accascia, in un lago di sangue, priva di vita. Zironi allora torna lucido: si rende conto di cosa ha fatto, chiama i soccorsi. «Ho sparato a mia moglie», dice. Nell’appartamento al secondo piano di quel complesso appena prima del ponte di San Donato arrivano insieme ambulanza, carabinieri e polizia.

A squadra volanti, Squadra mobile e Scientifica tocca chiarire una dinamica fin troppo semplice nella sua tragicità. Poco dopo l’arrivo del sostituto procuratore Marco Mescolini e del medico legale Matteo Tudini, sale in casa anche la figlia della coppia, Stefania, che abita nello stesso complesso residenziale. Sconvolta, gli occhi pesti da un pianto dirotto. Non apre bocca. Lei, che ha ereditato il mestiere di suo padre, non riesce a credere a cosa sia accaduto. Poi, nel viavai di ‘volanti’ e lampeggianti, Zironi viene accompagnato fuori. Berretto in testa, sguardo perso, sale senza dire una parola sull’auto della polizia, che lo ha arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio. Il Pm Marco Mescolini, che lo ha interrogato fino a tarda notte, non ha contestato la premeditazione.

L'uomo, 79 anni come la donna, con cui era sposato da quasi 60 anni, ha ammesso le proprie responsabilità, in un racconto interrotto spesso dal pianto. Quello che appare non conta. Nell’anima è morto anche lui.