La mascherina biotech 'U-Mask' in un'immagine promozionale del sito
La mascherina biotech 'U-Mask' in un'immagine promozionale del sito

Roma, 22 ottobre 2021 - L'Antitrust ha irrogato sanzioni per un totale di 450mila euro nei confronti di U-Earth Biotech e Pure Air Zone Italy, le aziende produttrici delle mascherine chirurgiche biotech 'U-Mask'.

Secondo l'autorità per la concorrenza iI problema è stato, in buona sostanza, la pubblicità online ingannevole. Per oltre un anno, spiega l'Agcm, le due società hanno promosso le U-Mask sul web affermando fossero dispositivi medici registrati, equiparandole "indebitamente" alle mascherine facciali filtranti di efficacia superiore - come fossero vere FFP3 - e attribuendo loro una serie di qualità, come quella di uccidere il virus. Il tutto, però, certificando quanto detto in autonomia. Per l'Autorità garante si è trattato di una pratica perpetrata "con modalità ingannevoli e aggressive".

L'istruttoria dell'Antitrust ha sollevato altre criticità. Oltre a millantare per le U-Mask approvazioni mai avute da parte di Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, fino a fine febbraio 2021 le aziende produttrici fornivano condizioni generali di contratto d'acquisto solo in lingua inglese. Di conseguenza, il consumatore e potenziale acquirente sarebbe stato tratto in inganno riguardo l'effettiva "capacità protettiva della mascherina", facendo leva sull'emergenza sanitaria da Covid in corso e, di fatto, "mettendo a repentaglio la salute" di chi le ha comprate. Per Agcm, U-Earth Biotech  e Pure Air Zone Italy hanno violato il Codice del consumo: non hanno rispettato le regole per informare il consumatore prima dell'acquisto, non hanno fornito le indicazioni corrette per permettere di esercitare il diritto al recesso o al reclamo e, per conludere, non hanno rispettato la norma "relativa all'inderogabilità del foro del consumatore".

Dei 450mila euro di multa da pagare, 400mila sono di sanzione amministrativa per la pratica commerciale scorretta e 50mila per la condotta illecita nei confronti dei diritti di consumatori. Essendo avvenuto tutto online, risulta impossibile quantificare il numero di persone che lo scorso anno potrebbe essere stato influenzato dalle pubblicità  'U-Mask'.