Paolo Grilli Ancora nel cuore dell’estate sportivamente più incredibile della nostra vita, possiamo forse temere che questa serie A al via possa deluderci? L’estenuante battaglia contro il Covid, si è ormai capito, non ci ha resi migliori: ma certamente più inclini al sogno, e pure più...

Paolo

Grilli

Ancora nel cuore dell’estate sportivamente più incredibile della nostra vita, possiamo forse temere che questa serie A al via possa deluderci? L’estenuante battaglia contro il Covid, si è ormai capito, non ci ha resi migliori: ma certamente più inclini al sogno, e pure più attrezzati per inseguirlo nell’agone. La lezione di Mancini e dei suoi ragazzi all’Europeo non sarà mai dimenticata. Il concetto di impossibile si è fatto relativo, e di questi tempi mancano per nostra fortuna spartiti banali sul campo.

Si apre un campionato mai così incerto, inevitabilmente elettrizzante: per l’autostima che il pallone ha saputo riconquistarsi nei nostri confini, e per la presenza in panchina di tutti i nostri big, escluso il solo Conte. Sul mercato si fa quel che si può, con molti club finiti nelle secche, e allora largo alle idee. Contano le strategie, l’inventiva, la motivazione, il valore di un giocatore non emergerà con un algoritmo.

Allegri è stato richiamato per la restaurazione del potere bianconero, ma molto nel frattempo è cambiato. Anche fuori dal campo. Chi non potrà tornare ad ammirare i campioni in presenza allo stadio (il 50% di spettatori ammesso con Green pass è da vedersi come bicchiere mezzo pieno dopo il lungo congelamento del tifo), ora potrà vedere sempre su Dazn e solo in parte su Sky le partite della massima serie. Una svolta tira l’altra. Il cambiamento sembra essere ora la regola. Dopo il nostro trionfo a Wembley ora aspettiamo solo la prossima sorpresa.