Sostenitrici di Donald Trump con la statua dorata dell’ex presidente all’ingresso del Cpac di Orlando
Sostenitrici di Donald Trump con la statua dorata dell’ex presidente all’ingresso del Cpac di Orlando
di Giampaolo Pioli Donald Trump troneggia su un busto tutto dorato all’ingresso del Cpac, la Conservative Political Action Conference, che da due giorni si tiene in un grande hotel di Orlando in Florida. L’ex presidente, chiuso dal 20 gennaio nel suo rifugio di Mar a Lago, ha scelto ieri questo appuntamento come prima uscita pubblica dopo la sconfitta, per dire che è tornato e che il partito repubblicano ("Non creerò un nuovo partito", ha detto) resta saldamente nelle sue mani. L’attesa era enorme. L’assalto al Congresso che ha istigato il 6 gennaio,...

di Giampaolo Pioli

Donald Trump troneggia su un busto tutto dorato all’ingresso del Cpac, la Conservative Political Action Conference, che da due giorni si tiene in un grande hotel di Orlando in Florida. L’ex presidente, chiuso dal 20 gennaio nel suo rifugio di Mar a Lago, ha scelto ieri questo appuntamento come prima uscita pubblica dopo la sconfitta, per dire che è tornato e che il partito repubblicano ("Non creerò un nuovo partito", ha detto) resta saldamente nelle sue mani.

L’attesa era enorme. L’assalto al Congresso che ha istigato il 6 gennaio, compresi i 5 morti,è stato completamente dimenticato da tutti i partecipanti che credono ancora che le elezioni siano state una frode. Deputati e senatori dell’elefante che lo avevano salvato dal secondo impeachment forse pensavano che Trump sarebbe uscito di scena, ma si sono sbagliati di grosso. Il tycoon rimane il capo indiscusso della tribù di fanatici e milizie armate che lo sostengono, ma anche il leader dell’intero partito e da quella posizione piloterà tutte le nuove liste per le elezioni di medio termine del 2022, dove spera che i repubblicani possano riconquistare Camera e Senato per poi puntare a una nomination nel 2024, sfidando nuovamente Biden.

La guerra all’interno del partito repubblicano, guidata dall’ex leader del senato Mitch McConnell e da Liz Cheney alla Camera, è durata in tutto meno di due settimane. I repubblicani storici hanno capito in fretta e con sorpresa che il mini congresso di Orlando è una vera e propria reinvestitura di Trump per stabilire una volta per tutte chi è con lui e contro di lui.

Lo spazio per costruire un nuovo partito conservatore, con leader e candidati diversi da quelli della destra estrema e di Qanon, che Trump appoggia, per ora non esiste. Orlando sta diventando una resa dei conti tra fedeli e infedeli, e la stragrande maggioranza vuole un secondo mandato per Donald.

"Nel primo mese alla Casa Bianca Joe Biden si è dimostrato il più disastroso presidente della storia americana" ha detto Trump inaugurando il nuovo slogan Look Ahead America, cioè ’guarda avanti America’, e demolendo il suo successore per la politica sui migranti e per aver bloccato la costruzione del muro.

"Sono tornato per dichiarare che il grande momento iniziato quattro anni fa non è affatto finito. Oggi affrontiamo il futuro del nostro movimento, del nostro partito e del nostro amato Paese. Il partito è unito e le sole divisioni sono tra una manciata di politici obsoleti che vivono a Washington e tutto il resto della gente sparsa nel Paese".

Quello che si sta profilando in Florida non è in sostanza il futuro del partito repubblicano ma la nascita del partito di Trump, a trazione e guida unica. Donald dopo appena sei settimane senza Facebook e Twitter è tornato per restare sulla scena a lungo.