Donald Trump lancia una crociata giudiziaria contro i social che lo hanno bandito invocando la violazione del primo emendamento della Costituzione, chiedendo il ripristino degli account e pretendendo un risarcimento danni. L’ex presidente degli Stati Uniti si è messo a capo di una class action contro Twitter, Facebook e Google (per Youtube) e i loro amministratori delegati, accusandoli di silenziare le voci conservatrici e dichiarandosi vittima di censura. Dal suo golf club di Bedminster in New Jersey, dove trascorre l’estate, il tycoon ha annunciato di voler intraprendere l’azione legale in una corte federale della Florida, diventato il suo ‘home state’ dopo che New York gli ha voltato le spalle.