Truffe agli anziani (Foto Radaelli)
Truffe agli anziani (Foto Radaelli)

Finti tecnici del gas che, con la scusa di un controllo, arraffano gioielli con destrezza. Sedicenti avvocati che chiedono somme di denaro per tirare fuori dai guai i figli della famiglia contattata. Sono alcuni esempi di truffe agli anziani, uno dei reati più odiosi e diffusi (si parla di 50 episodi al giorno in Italia) che danneggia la vittima economicamente e psicologicamente, causando un forte senso di colpa per essersi lasciata ingannare. Da tre anni, il Quotidiano Nazionale è in prima linea contro questa piaga: prima raccogliendo le segnalazioni delle persone, poi chiedendo a gran voce una legge più severa verso chi raggira gli anziani. L’adesione più illustre alla campagna è stata quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, nel novembre 2016, ha inviato una lettera al Quotidiano Nazionale (foto sotto) dove giudica "meritoria" l’iniziativa. I partiti si sono messi in moto per approntare una legge e, ieri, c’è stato il passaggio a Palazzo Madama. Ora tocca alla Camera.

Un articolo del 2016 con cui il QN ha portato avanti la campagna in difesa degli anziani

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di Veronica Passeri
Roma, 13 giugno 2019 - Pene più severe per chi truffa una persona anziana approfittando della sua condizione di fragilità. Uno dei reati più odiosi. La casistica, purtroppo, è infinita: ci sono quelli che si fingono operatori delle società di luce e gas, chi millanta di appartenere alle forze dell’ordine, chi chiede soldi a nome di un familiare in una situazione di difficoltà. Stratagemmi per carpire la fiducia, estorcere denaro e far precipitare in uno stato di prostrazione la persona vittima di tutto questo. In alcuni casi, come quello di una signora 88enne di Bologna, la depressione seguita alla truffa è stata l’anticamera della morte, avvenuta appena dopo pochi mesi. Fatti che questo giornale ha raccontato e denunciato, lanciando una campagna per un intervento legislativo a tutela dei più deboli.

Nella scorsa legislatura non si fece in tempo ad approvare il disegno di legge presentato da Davide Ermini, allora deputato Pd e ora vicepresidente del Csm. L’obiettivo potrebbe ora essere a portata di mano, con la legge che assorbe il ddl presentato in ottobre dal senatore di Forza Italia, Andrea Cangini. Se l’aula della Camera confermerà l’impianto della legge approvata ieri dal Senato, chi truffa gli anziani potrà andare in galera. Grazie, infatti, all’introduzione di un nuovo comma all’articolo 643 del codice penale, quello che disciplina la circonvenzione di incapace, chi si macchia di questo reato potrà finire dietro le sbarre, con pene da 2 a 6 anni di reclusione, e una multa da 500 a 2.000 euro. L’aula di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento praticamente all’unanimità – 228 voti a favore, un astenuto e zero contrari – e ora la parola passa a Montecitorio.

La legge sanzionerà in modo più deciso l’azione di chi abusando della condizione di vulnerabilità dovuta all’età di una persona, la induce "a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso". Inoltre, con un’ulteriore modifica, si prevede che, in caso di condanna, "la sospensione condizionale della pena per il reo sia subordinata al risarcimento integrale del danno alla parte offesa". "Il Senato afferma un principio solenne: la vecchiaia è sacra e chi lede la vita o gli interessi di un anziano non merita di vivere libero accanto a noi" spiega Cangini sottolineando di essere "soddisfatto dal fatto che tutti i partiti, in commissione e in Aula, pur con le proprie sensibilità, abbiano dato luce a una legge che, certamente poteva essere aggiustata, ma che serve per contrastare un fenomeno spaventoso e in crescita".

I numeri, citati in aula dal relatore Simone Pillon (Lega), parlano da soli: 32mila casi di clonazione di carte di credito ai danni di anziani, 240mila casi di anziani truffati da falsi operatori pubblici, 441mila di donazioni ‘estorte’ a beneficio di persone che poi si sono rivelati truffatori, 129mila casi di anziani ingannati e derubati con la scusa di aiutare un familiare o un amico. "Ci sono centinaia di migliaia di persone indotte a firmare contratti capestro, o a consegnare oggetti e valori a falsi ispettori delle imposte, o a subire altri tipi di truffe o raggiri", ha chiosato Pillon.