Roma, 23 novembre 2021 - Una truffa nel settore dell’energia e dei carburanti ha generato anche un rincaro delle bollette. Lo hanno scoperto i militari della Guardia di finanza di Aosta. Le Fiamme gialle hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Torino, nei confronti di 17 persone indagate per associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio. Si tratta di un`operazione internazionale che, grazie al coordinamento dell'Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria - Eurojust, è stata sviluppata in stretta sinergia con le autorità tedesche con la costituzione di una squadra investigativa comune tra la Procura della Repubblica di Aosta e quella di Duisburg. La polizia criminale di Duisburg ha eseguito, in parallelo alla Guardia di Finanza italiana, 5 arresti nei confronti di un italiano che vive in Svizzera e di 4 tedeschi, uno dei quali domiciliato nella provincia di Catania. Tutti rispondono dell'accusa di riciclaggio. Insieme agli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili e criptovalute, sino alla concorrenza del valore di 41 milioni di euro, ovvero l'equivalente delle somme ottenute con la truffa posta in essere e di quelle riciclate.

Come funzionava

La truffa era imperniata intorno al meccanismo dei cosiddetti “certificati bianchi” (o TEE, Titoli di Efficienza Energetica), principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia, introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 2005. Alla base del meccanismo l’obbligo, da parte delle aziende distributrici di energia elettrica e gas con più di 50mila clienti finali, di conseguire annualmente determinati obiettivi di risparmio energetico. Esse possono centrare l’obiettivo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai “certificati bianchi”, oppure acquistando i certificati stessi da altri operatori del settore.

Certificati bianchi

Questa storia inizia in un magazzino abbandonato di Saint Christophe (Aosta),  che sulla carta si accreditava invece come una società  e aveva presentato falsi progetti al Gse, circa 27.000 “certificati bianchi”, rivenduti a un controvalore di poco superiore a 8 milioni di euro. È stata la prima delle otto E.S.Co. fantasma scoperte, le Energy Service Company da cui si comprano i certificati bianchi. In questa fase è emerso il coinvolgimento di alcune società tedesche. Alla base c’era un sodalizio criminale che, da un anonimo ufficio di Torino, gestiva, oltre a quella valdostana, le altre sette Esco ubicate nelle province di Milano, Torino, Varese, Asti, Vercelli e Biella, in realtà vere e proprie scatole vuote. L’indagine inizialmente è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Aosta e, nella fase finale, da quella di Torino.

Nelle nostre bollette

I falsi certificati bianchi scoperti hanno un valore di 27 milioni di euro, finanziati, come detto anche a spese degli utenti finali, tramite i prelievi operati sulle bollette energetiche alla voce “oneri di sistema”. Sono stati presentati 95 falsi progetti riguardanti lavori mai effettuati (prevalentemente sostituzione di caldaie, coibentazione di pareti, cappotti termici). Dei proventi illeciti, 14 milioni sono stati oggetto di riciclaggio attraverso un collaudato sistema di false fatturazioni tra le otto E.S.Co. e numerose società italiane ed estere compiacenti, ovvero costituite ad hoc. Ma c'è un rapporto diretto tra la maxi truffa e i rincari nelle nostre bollette? L''inchiesta ha dimostrato che i cittadini, con quella voce in bolletta, si sono trovati a pagare oneri che non si sono realmente mai tradotti in risparmio energetico ma hanno finanziato l'acquisto di ville e criptovalute. E come si arriva al rincaro? L'effetto è indiretto: se i risultati sul fronte del risparmio non ci sono, chiaramente gli oneri aumentano.

Cosa paghiamo

In Italia l'incentivazione dell'efficienza energetica viene pagata dai cittadini nelle bollette, sotto la dicitura  'oneri di sistema'. Questa voce racchiude una serie di sottovoci che alimentano fondi pubblici. In questo caso parliamo della cassa del Gse, gestore dei servizi energetici,  società per azioni partecipata al 100% dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Il Gse usa questi fondi per erogare contributi pubblici ai possessori dei certificati bianchi. 

Ville e milioni

Il denaro, di volta in volta rapidamente bonificato su conti aperti in Albania, Bulgaria, Germania, Liechtenstein, Malta, Principato di Monaco, Slovenia, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Ungheria, rientrava in Italia in contanti, attraverso corrieri, per poi essere reinvestito in strumenti finanziari, criptovalute ed immobili di lusso tra cui due ville ad Ischia e Ventotene.