CARNARVON (Australia) - "Il mio nome è Cleo". Quando il detective Cameron Blaine ha avuto la risposta attesa da 18 giorni da quello scricciolo di quattro anni coi capelli color del miele, scossa ma salva, ha sorriso. Con ufficiali e agenti della Western Australia Police Force aveva appena fatto irruzione in una casa di Carnarvon, settanta chilometri dal campeggio di Quobba Blow Holes da dove Cleo Smith era sparita la notte fra il 15 e il 16 ottobre, rapita da un trentaseienne del posto che è stato fermato e messo sotto torchio da parte degli investigatori. Chris Dawson, commissario della polizia anche lui intervenuto nella casa, ha dichiarato a caldo che "Cleo sta bene come ci si può aspettare". E ha aggiunto: "È stata una dura prova. Non entrerò in ulteriori dettagli,...

CARNARVON (Australia) - "Il mio nome è Cleo". Quando il detective Cameron Blaine ha avuto la risposta attesa da 18 giorni da quello scricciolo di quattro anni coi capelli color del miele, scossa ma salva, ha sorriso. Con ufficiali e agenti della Western Australia Police Force aveva appena fatto irruzione in una casa di Carnarvon, settanta chilometri dal campeggio di Quobba Blow Holes da dove Cleo Smith era sparita la notte fra il 15 e il 16 ottobre, rapita da un trentaseienne del posto che è stato fermato e messo sotto torchio da parte degli investigatori. Chris Dawson, commissario della polizia anche lui intervenuto nella casa, ha dichiarato a caldo che "Cleo sta bene come ci si può aspettare". E ha aggiunto: "È stata una dura prova. Non entrerò in ulteriori dettagli, se non per dire che siamo grati che sia viva".

Subito dopo il ritrovamento e l’abbraccio della mamma Ellie, del suo compagno Jake Gliddon e della sorellina Isla ("siamo finalmente di nuovo uniti", ha detto la donna), Cleo è stata portata in ospedale e visitata dai medici che l’hanno definita in condizioni soddisfacenti. Ma non hanno voluto rivelare particolari su quello che la ragazzina potrebbe avere subito nei diciotto giorni di segregazione. In breve è giunto anche il commento del padre biologico, Daniel Staines: "Sono contento per Ellie e Jake che tutto sia andato bene, spero che Cleo non soffra a lungo per quel che le è accaduto".

Secondo l’investigatore a capo delle indagini, Rod Wilde, il cerchio attorno all’uomo ora in stato di fermo, che sembra non avere alcun legame con la famiglia di Cleo pur avendo sempre vissuto nella stessa cittadina di Ellie Smith, si è stretto solo nelle ultime ventiquattro ore quando una serie di piste, spuntate anche dalle diecimila segnalazioni arrivate dopo che il governo dello Stato aveva posto una taglia di un milione di dollari australiani (640mila euro) sulla testa del rapitore, hanno portato sempre più vicini al luogo del ritrovamento.

Interrogando la gente dei dintorni, gli agenti australiani hanno scoperto che il sospetto, definito "solitario e schivo", negli ultimi due giorni aveva acquistato in un drugstore dei pannolini, un fatto assolutamente straordinario. Conosciuto l’indirizzo grazie alla segnalazione dei vicini che hanno anche sentito dei pianti provenire dall’interno, poco prima dell’una del mattino (le sei del pomeriggio in Italia) le forze speciali hanno fatto irruzione, ma l’uomo non c’era. In una stanza chiusa a chiave c’era solo Cleo, rimasta un attimo choccata prima di essere rincuorata dai poliziotti. Non aveva più addosso il pigiamino rosa e blu. L’uomo è stato arrestato poco dopo, nei dintorni della casa mentre cercava di nascondersi nella boscaglia. In cella di sicurezza avrebbe reagito in modo violento colpendo a testate la parete e procurandosi delle lesioni per le quali è stato portato in ospedale e messo in isolamento. Appena sarà possibile continuerà l’interrogatorio. Gli inquirenti sono certi che abbia agito da solo.

L’incubo è finito. Era cominciato in quella notte fra il 15 e il 16 ottobre. Col senno di poi, un uomo che era nel campeggio degli Smith ha raccontato che verso le 3 del mattino aveva sentito un’auto sgommare, ma a quell’ora non si sapeva che Cleo fosse sparita: l’allarme è scattato solo dopo le 6 e le ricerche sono iniziate con tutti i mezzi possibili. Fino al ritrovamento della bimba a Carnarvon, nel sobborgo di Brockman, noto per la pesca e le piantagioni di banane. "Un’area chiassosa – ha dichiarato un vicino dell’arrestato –, mai avremmo pensato che vi potesse essere nascosta una bambina, anche se nelle case popolari il degrado è evidente". Mamma Ellie spera che Cleo si riprenda presto e dimentichi ciò che ha vissuto. "Ogni giorno vuole indossare un abito da principessa – ha detto –. È così dolce, tutto ciò che vorresti in una bambina". Anche il premier australiano ha espresso la propria soddisfazione.