Alessandro

Farruggia

Il ministro Roberto Cingolani attacca gli ambientalisti radical chic e parla di un nucleare di quarta generazione che "se la sicurezza è elevata e il costo è basso sarebbe da folli non considerare". Tanto per cominciare, questo nucleare non è ancora disponibile, come ammette lo stesso pur ottimista Cingolani ("questa tecnologia non è matura ma è prossima ad essere matura") e non sappiamo quando e se lo sarà. Ma anche fosse, la realtà è che oggi non c’è motivo economico per scegliere il nucleare per produrre elettricità.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia di Parigi – non ambientalisti presunti radical chic – il costo dell’elettricità da nucleare (LCOE, dati 2018, costo stimato al 2040) è di 100 dollarimegawattora, in Europa di 110. Secondo la stessa fonte il solare fotovoltaico è di 50 dollarimegawattora negli Stati Uniti e di 85 in Europa. L’eolico su terra è di 50 dollari negli Stati Uniti e di 85 in Europa, quello in mare di 90 in Europa. Secondo un più recente studio di Lazard, nel 2019 il costo del fotovoltaico sul larga scala è sceso a 40 dollariMWh, quello dell’eolico su terra è calato a 41, mentre il nucleare sarebbe a 155 (in salita dai 117 del 2015). Le rinnovabili costano di meno e non pongono problemi ambientali. Anche senza considerare incidenti come Chernobyl o Fukushima, che pure sono successi, il nucleare è una tecnologia del passato e fuori mercato. Non ci mancherà.