Il premier inglese Boris Johnson prepara una nuova stretta per fronteggiare l’impennata di contagi
Il premier inglese Boris Johnson prepara una nuova stretta per fronteggiare l’impennata di contagi
di Deborah Bonetti Nonostante Boris Johnson continui a dire di voler tirare diritto con il suo “piano A” (ovvero, zero restrizioni) il suo governo si starebbe apprestando ad implementare il “piano B”, dopo continuati appelli da parte delle comunità mediche e scientifiche e le forti polemiche che durano ormai da settimane. Come sempre, Johnson sarebbe reticente a limitare le libertà degli inglesi, e come al solito si starebbe facendo trascinare per i capelli sia...

di Deborah Bonetti

Nonostante Boris Johnson continui a dire di voler tirare diritto con il suo “piano A” (ovvero, zero restrizioni) il suo governo si starebbe apprestando ad implementare il “piano B”, dopo continuati appelli da parte delle comunità mediche e scientifiche e le forti polemiche che durano ormai da settimane. Come sempre, Johnson sarebbe reticente a limitare le libertà degli inglesi, e come al solito si starebbe facendo trascinare per i capelli sia dall’opposizione sia dagli esperti del SAGE (il comitato che consiglia il governo sulle decisioni da prendere per la pandemia) che vogliono invece vedere il ritorno dell’obbligo delle mascherine, l’introduzione di passaporti vaccinali per eventi con alto afflusso di persone e illavoro da casa.

L’Inghilterra per ora rimane aperta a tutto, come se il Covid fosse già stato superato, ma nei giorni prossimi si potrebbero raggiungere i 100mila casi di infezione al giorno, con una conseguente impennata anche delle ospedalizzazioni e dei decessi. Johnson e il suo gabinetto, a malapena unito, dicono che la situazione è ora ben diversa da quella dell’anno scorso e sostengono che, nonostante i tanti casi (ieri 39.962 casi, in calo rispetto ai 44.985 di sabato), le ospedalizzazioni e i morti rimangono ancora abbastanza bassi (circa 130-150 decessi al giorno, ieri 72), grazie alla campagna di vaccinazione.

Ma in segreto, il governo si starebbe preparando ad attuare il piano B celermente e l’agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria avrebbe già contattato tutte le autorità locali, prima del weekend, per capire se fossero preparate a passare subito a maggiori restrizioni.

A rischio è soprattutto il sistema sanitario nazionale, già in ginocchio dopo 20 mesi di pandemia, che sta ora faticando a trovare medici e infermieri post Brexit. La forte influenza di quest’anno ha peggiorato le cose, colpendo scuole, università e luoghi di lavoro e c’è il pericolo che, si vanifichino tutti gli sforzi fatti finora e dando un calcio anche all’economia, che solo adesso si sta riprendendo. Il problema è anche che i richiami autunnali del vaccino anti-Covid hanno subìto un intoppo: i “booster”, che dovrebbero essere distribuiti alle persone “vulnerabili” e a tutti gli over-50, non hanno avuto lo stesso livello di adesioni delle precedenti dosi. La distribuzione è stata più lenta e accidentata e i messaggi confusi da parte del governo finora non hanno aiutato.