Carabinieri in vaccinazione: il 9% dei militari dell’Arma è senza copertura
Carabinieri in vaccinazione: il 9% dei militari dell’Arma è senza copertura
L’obbligo scatta domani e Viminale e Palazzo Baracchini hanno informalmente fissato l’asticella al 90% in modo da garantire che le vaccinazioni nel delicato comparto Difesa non siano superiori a quelle della popolazione over 12. E l’obiettivo dovrebbe essere stato centrato, anche se il dato definitivo lo sapremo solo dopo la scadenza del 15 dicembre perché alle vaccinazioni effettuate "in proprio" dalle varie amministrazioni vanno sommate quelle fatte autonomamente nei centri vaccinali pubblici e il numero dai guariti. Ma per chi non è in regola il rischio di sospensione è reale. Secondo una stima, circa...

L’obbligo scatta domani e Viminale e Palazzo Baracchini hanno informalmente fissato l’asticella al 90% in modo da garantire che le vaccinazioni nel delicato comparto Difesa non siano superiori a quelle della popolazione over 12. E l’obiettivo dovrebbe essere stato centrato, anche se il dato definitivo lo sapremo solo dopo la scadenza del 15 dicembre perché alle vaccinazioni effettuate "in proprio" dalle varie amministrazioni vanno sommate quelle fatte autonomamente nei centri vaccinali pubblici e il numero dai guariti. Ma per chi non è in regola il rischio di sospensione è reale. Secondo una stima, circa 50mila addetti sono a rischio.

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Lo scatto delle forze armate

Sino a qualche settimana fa le Forze armate, viaggiavano attorno all’87% di vaccinati. Un dato piuttosto deludente. Ma nelle ultime tre settimane, e soprattutto dopo l’istituzionalizazione dell’obbligo c’è stato uno scatto e i dati più recenti che vengono dallo Stato maggiore della difesa, ancora ufficiosi, parlano di un buon 91%, al quale vanno aggiunti i numeri dei guariti. Il che significa, obiettivo centrato.

Pubblica sicurezza, ecco i dati

Nei Carabinieri il dato è attorno al 91% in Polizia attorno al 90%. Da notare che il numero non è omogeneo su base nazionale e in molti reparti, come quelli mobili, la percentuale è più bassa. "Anche da noi, come nel resto della popolazione – osserva Felice Romano, segretario del Siulp, il maggior sindacato di Polizia – stanno spontaneamente aumentando le vaccinazioni e questo è un dato positivo, anche perché quella degli operatori della sicurezza è una popolazione particolarmente esposta al rischio di contagio. Essere più protetti è un vantaggio per noi e per tutti. Secondo le nostre stime la percentuale dei vaccinati sarà superiore al 90%, probabilmente su 98 mila uomini ne resteranno scoperti tra 5 e 7 mila. Non crediamo quindi che ci saranno ripercussioni sulla tenuta dei servizi. Abbiamo superato la prova dell’introduzione del Green pass, supereremo anche questa". Nella Polizia penitenziaria i vaccinati direttamente sono attorno al 70% (25.196 su 36.939) ma a questo numero, apparentemente basso, vanno aggiunte le vaccinazioni effettuate dal personale direttamente nei centri vaccinali.

Viminale: non vaccinati saranno sospesi

Nella circolare ai prefetti inviata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi lo scorso 26 novembre si conferma che per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, nonché quello della polizia locale "la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati, con la conseguenza che l’eventuale inadempimento determina l’immediata sospensione dal servizio, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". "Durante il periodo di sospensione – si avverte – non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento". Una mazzata al portafoglio.